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	<title>respiro &#8211; Centro natura</title>
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	<title>respiro &#8211; Centro natura</title>
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	<item>
		<title>sulle onde del respiro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 12:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulle onde del respiro: spunti per una riscoperta del respirare. &#160; Entrare in contatto con il respiro significa diventare saldamente delicati. Non catturare il respiro, non fargli la posta, ma avanzare con rispetto e avvicinarlo con cura, come faremmo con un essere selvatico rimasto a lungo solo. Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Sulle onde del respiro: spunti per una riscoperta del <em>respirare.</em></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Entrare in contatto con il respiro significa diventare saldamente delicati.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Non catturare il respiro, non fargli la posta, ma avanzare con rispetto e avvicinarlo con cura, come faremmo con un essere selvatico rimasto a lungo solo.</em></p>
<p style="text-align: right;">Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa viva, Einaudi 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutta la nostra vita è inscritta, letteralmente, nel respiro: dall’inizio alla fine. Siamo vivi perché e finché respiriamo, e<strong> se non ci sono particolari problemi di salute difficilmente ci occupiamo della nostra respirazione</strong>. Ma siamo sicuri che sia sufficiente essere vivi per respirare pienamente? In altre parole, <strong>siamo sicuri di stare davvero respirando?</strong></p>
<p>Prima di proseguire in questa lettura <strong>vorremmo chiedervi di fermarvi, ora, giusto qualche istante</strong>. Se vi è possibile prendete una posizione comoda, con gli occhi chiusi o semplicemente con lo sguardo aperto e non concentrato su un oggetto particolare. <strong>Riuscite a percepire il vostro respiro?</strong> <strong>Potete contattarlo nel corpo? Dove e come lo riconoscete?</strong> Che ritmo e che profondità ha in questo momento? Quale sapore lo accompagna? È un respiro affannato o disteso, teso o rilassato?</p>
<p>Avvicinandoci al nostro respiro, facendo amicizia con esso, ci accorgiamo immediatamente che non sono tanto le cose che sappiamo su di esso a “illuminarlo”, quanto ciò che in modo diretto, con un contatto di prima mano, riusciamo a scoprire.</p>
<p><strong>Una prima e non scontata scoperta che possiamo fare è quella dell’anatomia del respiro</strong>. Con un po’ di attenzione ci accorgiamo di come esso non avvenga soltanto a livello polmonare. <strong>Il suo movimento coinvolge</strong>, infatti, <strong>ampie zone del torace e dell’addome attraverso l’attivazione dei muscoli addominali, intercostali e del grande muscolo involontario del diaframma</strong>, che nel suo rilassarsi e contrarsi permette lo svuotarsi e il riempirsi dei polmoni. Ascoltando ancora più in profondità possiamo scoprire che anche altre fasce muscolari sono interessate dalla respirazione, come ad esempio quelle della zona perineale o delle spalle e del collo, che, con la loro rigidità o attraversabilità, permettono una minore o maggiore ampiezza del respiro. <strong>Persino il viso, con la sua muscolatura complessa e fortemente interconnessa, ha un ruolo nella respirazione</strong>, di cui è la prima soglia non solo a livello delle narici ma anche della bocca e della gola, altri luoghi spesso abitati da diverse tensioni. <strong>Realizziamo, così, come il respiro sia un atto globale</strong> che coinvolge il nostro organismo per intero, sia per quanto riguarda il suo movimento che per quello che è il suo fine: ossigenare ogni cellula e permettere il ricambio di anidride carbonica e “scarti” dei processi vitali.</p>
<p>Una volta osservato il respiro e la sua pulsazione un’altra evidenza inizia ad emergere, a volte con il sapore di una sorpresa. <strong>Il respiro è soggetto alla nostra volontà solo fino a un certo punto</strong>. Potremmo dire che il respiro avviene quasi a dispetto di noi, che possiamo fermarlo e controllarlo ma solo fino a un certo punto e a certe condizioni. <strong>Questo perché la respirazione coinvolge, come abbiamo visto, muscoli volontari e involontari</strong>, appoggiandosi dunque alle connessioni neuronali sia del sistema nervoso somatico, responsabile delle risposte volontarie, che di quello autonomo, che lavora a livello involontario nella pulsazione tra stimoli simpatici e parasimpatici. Questa è una caratteristica pressoché unica per una funzione vitale, se pensiamo che tutto ciò che ci tiene in vita, dal battito del cuore ai processi digestivi o riproduttivi, avviene ad un livello dove la nostra volontà ha ben poca rilevanza. <strong>Il respiro dunque è un ponte sottilissimo tra funzioni vitali primarie e parti “più evolute” del nostro sistema nervoso</strong>, ed è questa una delle ragioni per cui esso si muove sia su un piano incosciente (non è necessario sapere che stiamo respirando per respirare) che cosciente, per cui possiamo sentire e osservare con estrema raffinatezza ogni singolo atto respiratorio. E qui un’altra piccola comprensione può sorprenderci. Come osserviamo il respiro? Da dove lo vediamo? O meglio ancora come si fa osservare il respiro?</p>
<p>Man mano che diventiamo esperti <strong>ci accorgiamo che osservare il respiro senza intervenire, senza giudicarlo e quindi senza modificarlo è davvero difficilissimo</strong>. Come ci suggerisce la poetessa Chandra Livia Candiani <strong>il respiro si rivela essere una creatura selvatica</strong> che possiamo avvicinare solo a condizione di non disturbarla. Entrare davvero in relazione con esso ci porta così a un <strong>cambiamento radicale del nostro sguardo e della nostra postura</strong>, chiedendoci di passare da un esercizio di controllo a un esercizio di presenza. <strong>Ed è qui che il respiro ci apre le porte della meditazione</strong>, diventando filo prezioso che ci conduce non solo all’interno di noi ma che continuamente ci cuce al qui ed ora della nostra esperienza.</p>
<p>Quando ci accorgiamo che <strong>la qualità del nostro respiro è così profondamente connessa alla qualità</strong> <strong>della nostra vita</strong> sorge spesso il desiderio di lavorarci per renderlo più ampio, profondo, aperto. Ma ci rendiamo presto conto che <strong>ogni intervento, se forzato, ha un effetto superficiale e temporaneo</strong>, <strong>a volte addirittura controproducente</strong>. Prima di ogni tecnica, dunque, <strong>è necessario imparare ad avvicinarci con gentilezza e rispetto al respiro</strong>, che non è mai un respiro astratto ma è proprio questo respiro qui, adesso, questo fiato che ci abita e ci attraversa. Per questo il primo passo è conoscerlo, liberandolo dalle morse delle nostre tensioni, partendo dal corpo. Come lo yoga ci insegna.</p>
<p>Una volta che il respiro, proprio come un corso d’acqua, trova una via più sgombra per procedere possiamo allora guardarlo con maggiore attenzione ai dettagli: quanto dura un inspiro? Quanto un espiro? <strong>Ci sono spazi tra una fase respiratoria e l’altra? E se ci sono a cosa assomigliano?</strong> Sono luoghi asfittici o ampi come le anse nei quali riposano i fiumi?</p>
<p>Poco a poco <strong>possiamo poi iniziare ad accompagnare questo corso, con la precisione e la gioia dei surfisti che cavalcano le onde, o di chi si lancia con maestria tra le rapide dei torrenti</strong>. Uno dei primi elementi che possiamo quindi inserire all’osservazione è l’allungamento dell’espiro, anche attraverso l&#8217;emissione di un suono.  <strong>Espirare profondamente significa permetterci di ripulire in profondità i polmoni, e al tempo stesso di liberare spazio interno</strong>. Ma perché però ci è così difficile farlo? Perché il nostro accento va molto più facilmente all’inspiro? Cosa accade quando lasciamo che quest’ultima fase avvenga in modo più spontaneo?</p>
<p>Procediamo in questo percorso di riscoperta del nostro respiro per piccoli passi, tra osservazioni e domande, come in un terreno nuovo e sconosciuto, pur ritrovandoci in uno dei luoghi a noi più vicini e familiari. Accorgendoci che <strong>ogni apprendimento ha sempre una ricaduta profonda nel nostro stesso modo di essere al mondo</strong>.</p>
<p><strong>Imparare a respirare di nuovo</strong>, allora, somiglia più che a un esercizio ben eseguito a un lasciar andare, a <strong>ricreare quelle condizioni di un vuoto accogliente e spazioso</strong> che ci rende di nuovo capaci di <strong>ricevere e abitare il respiro</strong>. Come cosa viva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Testo curato da Virginia Farina, insegnante di <strong><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-bologna/yoga-e-meditazione/" target="_blank" rel="noopener">Raja Yoga</a> </strong>per la Scuola di Yoga Centro Natura</span></p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34180" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg" alt="" width="221" height="295" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg 845w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-225x300.jpg 225w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il respiro della parola. Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani, di Virginia Farina.</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-della-parola-intervista-alla-poetessa-chandra-livia-candiani-di-virginia-farina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2022 08:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il respiro della parola. Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani, di Virginia Farina. Il futuro come il passato sono parte del presente. Un presente senza memoria è colpevole, senza sogni è arido, fa torto al mondo che è tutto un sogno. Il presente non è il contingente, è vastissimo. Si può progettare nel presente, sognare, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Il respiro della parola. </em>Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani, di Virginia Farina.</h2>
<p><em>Il futuro come il passato sono parte del presente. </em><em>Un presente senza memoria è colpevole, senza sogni è arido, fa torto al mondo che è tutto un sogno. Il presente non è il contingente, è vastissimo. Si può progettare nel presente, sognare, comprendere le direzioni del desiderio, scegliere. </em></p>
<p><em>Ma c’è un futuro che vogliamo imporre al presente che non è altro che ripetizione del passato, questo sì va lasciato sgretolare. Il futuro è fiducia, fiducia che ben seminando si raccoglie, prima o poi. L’importante è seminare con piacere, con raccoglimento, con intensità. </em></p>
<p><em>Il non sapere non è ignorare e non è tecnica di sopravvivenza, il non sapere c’è e abbandonarsi al suo flusso è come seguire un battito nel buio, fa tornare a casa, nella fiducia primaria del vivente. E non trascura l’azione, sentire il presente, è accordarsi con l’azione intonata al momento e al luogo. E parte di questa azione è anche ritirarsi. Si può essere stanchi a una certa età della ripetizione e ritirarsi è opera buona, da lontano si possono fare tante azioni intonate e invisibili che tessono il bene senza appropriarsene, di nascosto.</em></p>
<p>In un momento tanto difficile, dove il presente sembra restringersi in una prospettiva stretta e spaventosa, abbiamo bisogno del respiro grande e profondo della poesia per riconoscere il dolore, il male che proviamo, per dargli voce, ma anche per ritrovare ciò che di nutriente, di vitale ancora continua ad esserci, proprio qui, proprio in questo momento. Chandra Livia Candiani ha la capacità straordinaria di donare parole limpide e affilate, di condurci come in una lenta ma incalzante meditazione, proprio al punto in cui siamo. Permettendoci di osservare, con occhi nuovi, ogni cosa intorno.</p>
<p>In questa intervista dialoga con Virginia Farina per la Fanzine bolognese Versante Ripido. Partendo da alcuni spunti dei suoi libri, <em>Il silenzio è cosa viva</em> e<em> Questo immenso non sapere</em>, ci mostra come meditazione e poesia, ascolto e silenzio, siano, in fondo, battiti di un solo immenso respiro.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p><a href="https://fanzine.versanteripido.it/il-respiro-della-parola-dialogo-con-chandra-livia-candiani-di-virginia-farina/" target="_blank" rel="noopener">https://fanzine.versanteripido.it/il-respiro-della-parola-dialogo-con-chandra-livia-candiani-di-virginia-farina/</a></p>
<h2><em> </em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/04/IMG_5515lavcartaid-copy.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-33403" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/04/IMG_5515lavcartaid-copy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Virginia Farina</strong>: poetessa ed insegnante di <em>Yoga e Meditazione </em>nella Scuola di Yoga di Centro Natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt; color: #999999;">Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani</span></p>
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		<title>Yoga la via dell&#8217;esserci</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-la-via-dellesserci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 08:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yoga la via dell&#8217;esserci. Esserci: dalla dispersione all’incontro con noi stessi. E’ un percorso in un terreno senza sentieri lo Yoga. I testi, le indicazioni degli insegnanti e dei Maestri che ci fanno da guida somigliano più alle stelle del cielo che a segni nel terreno. Impariamo ad orientarci e a procedere guardando ora verso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Yoga la via dell&#8217;esserci.</span><br />
</strong></p>
<h3>Esserci: dalla dispersione all’incontro con noi stessi.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-25536" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/12/Esserci_Buddha-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></h3>
<p>E’ un percorso in <strong>un terreno senza sentieri</strong> lo Yoga. I testi, le indicazioni degli insegnanti e dei Maestri che ci fanno da guida somigliano più alle stelle del cielo che a segni nel terreno. Impariamo ad orientarci e a procedere guardando ora verso l’alto, ora verso i nostri piedi. Piedi che corrono, incespicano, inciampano, ci fanno cadere e di nuovo ci sollevano.</p>
<p>Lo Yoga è un percorso che si fa via via più chiaro e semplice man mano che procediamo, ma al tempo stesso più esigente. Sentiamo che a una certa profondità <strong>le parole sembrano non bastarci più</strong> e hanno bisogno allora di essere riprese. Ad una ad una per essere ripulite da tutta la polvere dei sensi comuni e degli automatismi che nel tempo abbiamo lasciato vi si depositassero sopra.</p>
<p>Abbiamo bisogno di parole che accolgano la rotondità e la vividezza dell’esperienza. Termini che non la confinino, che ne rendano la complessità, la contemporaneità di eventi e di opposizioni che in essa dialogano senza conflitto. Forse è proprio per questa ragione che gli Yoga Sutra di Patanjali ancora dopo secoli e secoli sono capaci di parlarci. L’esperienza e la testimonianza dei praticanti di allora non si sono esaurite in descrizioni precise come dogmi. Bensì hanno tracciato <strong>direzioni, piste, da verificare e riscontrare nella dimensione interiore</strong> dell’ascolto come in quella esteriore dell’insegnamento.</p>
<p>Il nostro percorso negli Yoga Sutra entra, dopo aver parlato di Asana, in una sfera più intima. Ci porta in una dimensione dell’interiorità che possiamo comprendere davvero mano a mano che la pratica traduce in esperienze dirette e significati alcuni dei termini più ricorrenti. <em>Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi</em>: concetti che le diverse tradizioni di Yoga hanno caricato di differenti sfumature. Non è questo lo spazio giusto per addentrarci nell’analisi delle diverse interpretazioni. Possiamo sinteticamente dire che <strong>Pranayama</strong> viene riferito al controllo del respiro e quindi alla relazione con esso. <strong>Pratyahara</strong> viene tradotto come un ritirarsi dai sensi. <strong>Dharana</strong> come concentrazione. <strong>Dhyana</strong> come ascolto meditativo. <strong>Samadhi</strong> come quella condizione di liberazione della sofferenza che si sperimenta a compimento del percorso.</p>
<h3>Il corpo come luogo di accensione di uno sguardo nuovo.  <span style="color: #ffffff;">Yoga la via dell&#8217;esserci.</span></h3>
<p>Attraverso l’incontro con <strong>Asana</strong>, dunque, è come se ci fosse un capovolgimento. Una soglia che permette il passaggio dal mondo esterno e dalle nostre relazioni con esso. Possiamo avere accesso alla vastità di un mondo interiore che va al di là della dimensione psichica e biografica per incontrare qualcosa di universale.</p>
<p>Procediamo in questo mondo seguendo il filo sottile del <strong>nostro respiro</strong>, accorgendoci di quanto esso sia intimamente e indissolubilmente connesso con la nostra mente. Quanto più esso diventa profondo e pacificato tanto più la nostra mente torna ad essere chiara e spaziosa. Quanto più diventiamo familiari con esso, tanto più ci scopriamo coscienti e consapevoli del tutto. Non soltanto concentrati, ma, potremmo dire, centrati, capaci di essere <strong>esattamente qui ed esattamente ora</strong>, istante dopo istante.</p>
<p>Così anche se le parole che Patanjali usa, e che ritroviamo nella descrizione del nostro percorso, sono diverse e ben connotate, l’impressione è che siano intimamente legate, e che non possano darsi una senza l’altra. Che non procedano per tappe come ci aspetteremmo, ma si diano tutte, insieme, allo sguardo, come le sfaccettature di un prisma.</p>
<p>Con i nostri brevi testi non abbiamo alcuna pretesa di esaurire quanto si potrebbe dire sugli Yoga Sutra e sul percorso che Patanjali ha definito come Ashtanga Yoga. Non vogliamo in alcun modo arrivare a qualcosa di definitivo. Vorremmo piuttosto far sorgere delle domande, <strong>accompagnare lo sguardo</strong> che respiro dopo respiro diventa più nitido, capace di cogliere, di intuire. Di dirsi. Capace di essere, pienamente, vivo.</p>
<p>Quello che però sappiamo con certezza è che il punto di partenza, ora come centinaia d’anni fa, è il riconoscimento della nostra comune condizione di sofferenza. Al riconoscimento segue il desiderio di superarla, o di trasformarla, dandole un senso. Il difficile momento che stiamo vivendo ci porta a relazionarci con la precarietà della nostra esistenza. E proprio in questo momento anche il solo sfiorare la possibilità di una dimensione così vertiginosamente vasta della vita può essere più che uno svago.<br />
Può essere un dono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-size: 8pt;"><em><span style="font-size: 10pt;">Yoga la via dell&#8217;esserci è un articolo curato da <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2024/09/CV-Virginia-Farina-18_19.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Virginia Farina</a> per le insegnanti della Scuola di Yoga Centro Natura</span> </em></span></h3>
<p><span style="font-size: 10pt;">Leggi i precedenti:  <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/asana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Asana</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-etica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yoga e Etica</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yama-la-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yama, la relazione</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/niyama-la-nostra-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Niyama, la nostra relazione</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il respiro dello Yoga </a></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-la-via-dellesserci/">Yoga la via dell&#8217;esserci</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
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		<title>Il respiro dello Yoga</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il respiro dello Yoga Sono passati sette mesi dal nostro ultimo post dedicato al cammino dello Yoga. Sette lunghissimi mesi che nel vissuto di molti di noi hanno avuto il peso di anni e che hanno stravolto non poco abitudini e punti di riferimento. Ora, dopo il tempo della giusta sospensione, poco a poco proviamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/">Il respiro dello Yoga</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il respiro dello Yoga</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-25415" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/10/onde-oceano-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />Sono passati sette mesi dal nostro ultimo post dedicato al cammino dello Yoga. Sette lunghissimi mesi che nel vissuto di molti di noi hanno avuto il peso di anni e che hanno stravolto non poco abitudini e punti di riferimento.</p>
<p>Ora, dopo il tempo della giusta sospensione, poco a poco proviamo a ripartire. Ripartiamo nella consapevolezza delle difficoltà che questo comporta, ma anche dell&#8217;importanza di ricucire alla vita il filo della pratica. Perché praticare in un momento tanto delicato può diventare un sostegno ancora più prezioso.</p>
<h3>Perché lo Yoga?</h3>
<p>È proprio quando siamo in difficoltà, infatti, che abbiamo l&#8217;opportunità preziosa di andare più in profondità. Non dare per scontato nessun dettaglio della nostra quotidianità, distinguendo tra ciò che davvero ci nutre e ciò che non é più così necessario. È allora che davvero possiamo domandarci il senso che diamo alle cose che facciamo: perché abbiamo scelto lo Yoga tra mille possibilità? Che significato ha per noi? Cosa stiamo imparando di noi e del mondo attraverso la sua pratica?</p>
<p>È da qui che vorremmo ripartire per ritrovare le parole antiche di Patanjali e la sua grande eredità nella visione dello Yoga. Ora abbiamo tutti la grande opportunità di interrogarci come fecero gli Yoga Sutra. Identificare ciò che ci crea sofferenza, e ciò che, pur nella sofferenza  ci permette di non essere trascinati via dalla corrente. Ed é proprio su questa soglia che la via dello Yoga si apre. Ci permette di fare un passo &#8220;in dentro&#8221; e di scoprire il mondo complesso che ci abita e che spesso esauriamo dandogli l&#8217;etichetta di &#8220;io&#8221;.</p>
<h3>Il respiro dello Yoga, presenza</h3>
<p>Lo Yoga non ci propone però alcuna soluzione, semplicemente ci accompagna al presente. Ci chiede di esserci, istante per istante, facendo amicizia con le possibilità del nostro corpo. Ci induce ad imparare ad osservare e conoscere il nostro respiro, e arrivando, attraverso di esso, a conoscere la nostra mente e il suo potenziale.</p>
<p>Patanjali usa l&#8217;immagine di una sospensione per parlarci di questo presente. Yoga é l&#8217;acquietarsi delle onde che continuamente si accavallano nella nostra percezione. Yoga é quell&#8217;esserci pienamente che sperimentiamo quando non siamo travolti dal passato né in ansia per il futuro, ma siamo qui, ora, precisamente. E al tempo stesso Yoga é la via che poco a poco ci conduce a quel luogo interiore in cui davvero siamo presenti, disponibili e aperti, in cui ritorniamo uno col respiro, uno con la vita.</p>
<p>I cambiamenti che stiamo vivendo in tutta la loro complessità sembrano a volte toglierci il fiato. Per questo l&#8217;augurio che possiamo farci in questo nuovo inizio, un augurio che somiglia forse più a un invito, é che lo Yoga possa continuare ad essere il luogo in cui continuare a restituire respiro alla nostra vita.</p>
<p>Insieme, uniti, al di là di tutte le distanze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Testo curato da <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2024/09/CV-Virginia-Farina-18_19.pdf" target="_blank" rel="noopener">Virgina Farina</a>, per le insegnanti Scuola di Yoga Centro Natura</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #999999;"><em>Il respiro dello Yoga a Bologna</em></span></p>
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		<title>Postura e benessere da occidente a oriente</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/postura-e-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 19:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Postura e benessere da occidente a oriente. Tecniche posturali e Qi Gong per ritrovare armonia nella relazione con il nostro corpo. Se l&#8217;argomento vi interessa tenetevi liberi nel prossimo fine settimana, sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019. Tecniche posturali Silvia Nannetti, insegnante di ginnastica posturale e metodo Feldenkrais®, propone un lavoro in cui si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Postura e benessere da occidente a oriente.</strong></p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/occidente/tecniche-posturali/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Tecniche posturali</span></a> e <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/oriente/seminari-qi-gong/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Qi Gong</span> </a>per ritrovare armonia nella relazione con il nostro corpo.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-24050" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2019/12/1-bekir-donmez-eofm5R5f9Kw-unsplash-001-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p>Se l&#8217;argomento vi interessa tenetevi liberi nel prossimo fine settimana, <em>sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019</em>.</p>
<h3>Tecniche posturali</h3>
<p><em>Silvia Nannetti</em>, insegnante di <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/occidente/ginnastica-posturale/" target="_blank" rel="noopener">ginnastica posturale</a> e <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/occidente/feldenkrais/" target="_blank" rel="noopener">metodo Feldenkrais</a><span style="font-size: 8pt;">®</span>, propone un lavoro in cui si attinge a vari approcci tra loro complementari Meziérès, Antiginnastica e Feldenkrais<span style="font-size: 8pt;">®</span>, per riequilibrare muscolatura e postura.</p>
<p><em>sabato 7 dalle 15:30 alle 17:30</em> attenzione massima al <strong>perineo</strong>. Il perineo è area del nostro corpo spesso non conosciuta, è l&#8217;insieme di tessuti molli, muscoli e fibre che chiude il bacino a cui, erroneamente non si porta la giusta attenzione.  Questo seminario pratico è l&#8217;occasione per conoscerne la struttura anatomica e riconoscerne la forza muscolare di sostegno.</p>
<p><em>domenica 8 dalle 10:30 alle 12:30</em> gesti e movimenti insoliti per una<strong> buona postura. </strong>In questo incontro partendo dalla respirazione e dai movimenti della bocca, attraverso la vocalizzazione, si arriva a trovare il proprio equilibrio.</p>
<h3>Qi Gong</h3>
<p><em>Marco Mazzarri, </em>insegnante e docente di Qi Gong attraverso lo studio e la pratica del Daoyin. Si tratta di uno stile morbido e flessibile che usa integrazione di movimento, respirazione, sensazione, intenzione ed immaginazione. L&#8217;obbiettivo è di promuovere la circolazione dell’energia interna, di rafforzare lo stato di salute e di raggiungere uno stato di maggior quiete mentale.</p>
<p><em>sabato 7 dalle 15:00 alle 18:00</em> La sinergia tra <strong>respiro e movimento</strong> nella pratica del Qigong. Il respiro è considerato di primaria importanza. E&#8217; il perno centrale della pratica, essendo il legame tra il fisico, la “forma corporea – Xing” ed il sottile “lo spirito – Shen”.</p>
<p>Postura e benessere da oriente a occidente. A voi la scelta!</p>
<p>I seminari sono rivolti sia a chi già pratica durante la settimana che a chi non ha esperienza.</p>
<p>Per partecipare è richiesta l&#8217;iscrizione in segreteria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #808080;">Tecniche posturali e Qi gong a Bologna</span></p>
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		<title>Yoga e nutrimenti, seminari di studio</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-nutrimenti-seminari-di-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 15:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nutrirsi secondo lo yoga, non di sole asana. Yoga e nutrimenti, seminari di studio per insegnanti e praticanti di yoga. Il nuovo programma proposto dalla scuola di yoga è dedicato ai nutrimenti. Alimentazione e respiro.  Tre appuntamenti tra gennaio e marzo che andranno a soddisfare la volontà di approfondire temi tanto affascinanti quanto complessi. A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-nutrimenti-seminari-di-studio/">Yoga e nutrimenti, seminari di studio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nutrirsi secondo lo yoga, non di sole asana. <strong>Yoga e nutrimenti, seminari di studio</strong> per insegnanti e praticanti di yoga.</p>
<p>Il nuovo programma proposto dalla scuola di yoga è dedicato ai nutrimenti. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-23998" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2019/11/1._Kumbhaka_1-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></p>
<p><strong>Alimentazione e respiro</strong>.  Tre appuntamenti tra gennaio e marzo che andranno a soddisfare la volontà di approfondire temi tanto affascinanti quanto complessi.<br />
A condurli saranno <em>Barbara Biscotti, Andrea Farina e Marco Passavanti</em>, il progetto è di<em> Simona Ramazzotti</em>.</p>
<p>Le pratiche dello yoga inerenti all’alimentazione, così come quelle relative al prāṇāyāma, sono estremamente varie e complesse. Esse da un lato portano a emersione la visione dell’essere umano nel suo complesso come rappresentazione di un modello universale, mentre dall’altro contribuiscono a creare nell’individuo i presupposti di una relazione più armoniosa con il mondo che lo circonda e le leggi che lo governano.</p>
<p>Il dettaglio del programma dei seminari &#8220;Yoga e nutrimenti, alimentazione e respiro&#8221; è visibile nella pagina <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/formazione/yoga-seminari-di-studio/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Yoga, seminari di studio</span></a>, dove è anche possibile scaricarlo per la stampa.</p>
<p>I seminari, di natura teorico-pratica, si svolgono la domenica nella prestigiosa sala del camino.</p>
<p>E&#8217; richiesta l&#8217;iscrizione e per chi la completa entro il <em>30 novembre 2019</em> è prevista una agevolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt; color: #808080;">Formazione yoga a Bologna</span></em></p>
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