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	<title>scuola di yoga centro natura &#8211; Centro natura</title>
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	<description>il biologico e vegetariano, yoga, pilates, naturopatia, massaggi, sauna</description>
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	<title>scuola di yoga centro natura &#8211; Centro natura</title>
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		<title>sulle onde del respiro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 12:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulle onde del respiro: spunti per una riscoperta del respirare. &#160; Entrare in contatto con il respiro significa diventare saldamente delicati. Non catturare il respiro, non fargli la posta, ma avanzare con rispetto e avvicinarlo con cura, come faremmo con un essere selvatico rimasto a lungo solo. Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Sulle onde del respiro: spunti per una riscoperta del <em>respirare.</em></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Entrare in contatto con il respiro significa diventare saldamente delicati.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Non catturare il respiro, non fargli la posta, ma avanzare con rispetto e avvicinarlo con cura, come faremmo con un essere selvatico rimasto a lungo solo.</em></p>
<p style="text-align: right;">Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa viva, Einaudi 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutta la nostra vita è inscritta, letteralmente, nel respiro: dall’inizio alla fine. Siamo vivi perché e finché respiriamo, e<strong> se non ci sono particolari problemi di salute difficilmente ci occupiamo della nostra respirazione</strong>. Ma siamo sicuri che sia sufficiente essere vivi per respirare pienamente? In altre parole, <strong>siamo sicuri di stare davvero respirando?</strong></p>
<p>Prima di proseguire in questa lettura <strong>vorremmo chiedervi di fermarvi, ora, giusto qualche istante</strong>. Se vi è possibile prendete una posizione comoda, con gli occhi chiusi o semplicemente con lo sguardo aperto e non concentrato su un oggetto particolare. <strong>Riuscite a percepire il vostro respiro?</strong> <strong>Potete contattarlo nel corpo? Dove e come lo riconoscete?</strong> Che ritmo e che profondità ha in questo momento? Quale sapore lo accompagna? È un respiro affannato o disteso, teso o rilassato?</p>
<p>Avvicinandoci al nostro respiro, facendo amicizia con esso, ci accorgiamo immediatamente che non sono tanto le cose che sappiamo su di esso a “illuminarlo”, quanto ciò che in modo diretto, con un contatto di prima mano, riusciamo a scoprire.</p>
<p><strong>Una prima e non scontata scoperta che possiamo fare è quella dell’anatomia del respiro</strong>. Con un po’ di attenzione ci accorgiamo di come esso non avvenga soltanto a livello polmonare. <strong>Il suo movimento coinvolge</strong>, infatti, <strong>ampie zone del torace e dell’addome attraverso l’attivazione dei muscoli addominali, intercostali e del grande muscolo involontario del diaframma</strong>, che nel suo rilassarsi e contrarsi permette lo svuotarsi e il riempirsi dei polmoni. Ascoltando ancora più in profondità possiamo scoprire che anche altre fasce muscolari sono interessate dalla respirazione, come ad esempio quelle della zona perineale o delle spalle e del collo, che, con la loro rigidità o attraversabilità, permettono una minore o maggiore ampiezza del respiro. <strong>Persino il viso, con la sua muscolatura complessa e fortemente interconnessa, ha un ruolo nella respirazione</strong>, di cui è la prima soglia non solo a livello delle narici ma anche della bocca e della gola, altri luoghi spesso abitati da diverse tensioni. <strong>Realizziamo, così, come il respiro sia un atto globale</strong> che coinvolge il nostro organismo per intero, sia per quanto riguarda il suo movimento che per quello che è il suo fine: ossigenare ogni cellula e permettere il ricambio di anidride carbonica e “scarti” dei processi vitali.</p>
<p>Una volta osservato il respiro e la sua pulsazione un’altra evidenza inizia ad emergere, a volte con il sapore di una sorpresa. <strong>Il respiro è soggetto alla nostra volontà solo fino a un certo punto</strong>. Potremmo dire che il respiro avviene quasi a dispetto di noi, che possiamo fermarlo e controllarlo ma solo fino a un certo punto e a certe condizioni. <strong>Questo perché la respirazione coinvolge, come abbiamo visto, muscoli volontari e involontari</strong>, appoggiandosi dunque alle connessioni neuronali sia del sistema nervoso somatico, responsabile delle risposte volontarie, che di quello autonomo, che lavora a livello involontario nella pulsazione tra stimoli simpatici e parasimpatici. Questa è una caratteristica pressoché unica per una funzione vitale, se pensiamo che tutto ciò che ci tiene in vita, dal battito del cuore ai processi digestivi o riproduttivi, avviene ad un livello dove la nostra volontà ha ben poca rilevanza. <strong>Il respiro dunque è un ponte sottilissimo tra funzioni vitali primarie e parti “più evolute” del nostro sistema nervoso</strong>, ed è questa una delle ragioni per cui esso si muove sia su un piano incosciente (non è necessario sapere che stiamo respirando per respirare) che cosciente, per cui possiamo sentire e osservare con estrema raffinatezza ogni singolo atto respiratorio. E qui un’altra piccola comprensione può sorprenderci. Come osserviamo il respiro? Da dove lo vediamo? O meglio ancora come si fa osservare il respiro?</p>
<p>Man mano che diventiamo esperti <strong>ci accorgiamo che osservare il respiro senza intervenire, senza giudicarlo e quindi senza modificarlo è davvero difficilissimo</strong>. Come ci suggerisce la poetessa Chandra Livia Candiani <strong>il respiro si rivela essere una creatura selvatica</strong> che possiamo avvicinare solo a condizione di non disturbarla. Entrare davvero in relazione con esso ci porta così a un <strong>cambiamento radicale del nostro sguardo e della nostra postura</strong>, chiedendoci di passare da un esercizio di controllo a un esercizio di presenza. <strong>Ed è qui che il respiro ci apre le porte della meditazione</strong>, diventando filo prezioso che ci conduce non solo all’interno di noi ma che continuamente ci cuce al qui ed ora della nostra esperienza.</p>
<p>Quando ci accorgiamo che <strong>la qualità del nostro respiro è così profondamente connessa alla qualità</strong> <strong>della nostra vita</strong> sorge spesso il desiderio di lavorarci per renderlo più ampio, profondo, aperto. Ma ci rendiamo presto conto che <strong>ogni intervento, se forzato, ha un effetto superficiale e temporaneo</strong>, <strong>a volte addirittura controproducente</strong>. Prima di ogni tecnica, dunque, <strong>è necessario imparare ad avvicinarci con gentilezza e rispetto al respiro</strong>, che non è mai un respiro astratto ma è proprio questo respiro qui, adesso, questo fiato che ci abita e ci attraversa. Per questo il primo passo è conoscerlo, liberandolo dalle morse delle nostre tensioni, partendo dal corpo. Come lo yoga ci insegna.</p>
<p>Una volta che il respiro, proprio come un corso d’acqua, trova una via più sgombra per procedere possiamo allora guardarlo con maggiore attenzione ai dettagli: quanto dura un inspiro? Quanto un espiro? <strong>Ci sono spazi tra una fase respiratoria e l’altra? E se ci sono a cosa assomigliano?</strong> Sono luoghi asfittici o ampi come le anse nei quali riposano i fiumi?</p>
<p>Poco a poco <strong>possiamo poi iniziare ad accompagnare questo corso, con la precisione e la gioia dei surfisti che cavalcano le onde, o di chi si lancia con maestria tra le rapide dei torrenti</strong>. Uno dei primi elementi che possiamo quindi inserire all’osservazione è l’allungamento dell’espiro, anche attraverso l&#8217;emissione di un suono.  <strong>Espirare profondamente significa permetterci di ripulire in profondità i polmoni, e al tempo stesso di liberare spazio interno</strong>. Ma perché però ci è così difficile farlo? Perché il nostro accento va molto più facilmente all’inspiro? Cosa accade quando lasciamo che quest’ultima fase avvenga in modo più spontaneo?</p>
<p>Procediamo in questo percorso di riscoperta del nostro respiro per piccoli passi, tra osservazioni e domande, come in un terreno nuovo e sconosciuto, pur ritrovandoci in uno dei luoghi a noi più vicini e familiari. Accorgendoci che <strong>ogni apprendimento ha sempre una ricaduta profonda nel nostro stesso modo di essere al mondo</strong>.</p>
<p><strong>Imparare a respirare di nuovo</strong>, allora, somiglia più che a un esercizio ben eseguito a un lasciar andare, a <strong>ricreare quelle condizioni di un vuoto accogliente e spazioso</strong> che ci rende di nuovo capaci di <strong>ricevere e abitare il respiro</strong>. Come cosa viva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Testo curato da Virginia Farina, insegnante di <strong><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-bologna/yoga-e-meditazione/" target="_blank" rel="noopener">Raja Yoga</a> </strong>per la Scuola di Yoga Centro Natura</span></p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34180" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg" alt="" width="221" height="295" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg 845w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-225x300.jpg 225w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Provviste per l’inverno:  cinque domande sullo Yoga, l’Etica e la Vita a Mariella Lancia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 13:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a cura di Virginia Farina per la Scuola di Yoga Centro Natura Vivi felice, fortemente felice Mariella Lancia &#160; Virginia: Siamo alle soglie di un difficile inverno, e ora più che mai sembra necessario imparare a fare provvista di risorse, non solo materiali, ma anche, e soprattutto, interiori.  Con una bellissima immagine il monaco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a cura<strong> di Virginia Farina</strong> per la Scuola di Yoga Centro Natura</p>
<p style="text-align: right;"><em>Vivi felice, fortemente felice</em><br />
<strong>Mariella Lancia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>:<em> Siamo alle soglie di un difficile inverno, e ora più che mai sembra necessario imparare a fare provvista di risorse, non solo materiali, ma anche, e soprattutto, interiori.  Con una bellissima immagine il monaco zen Thich Nhat Hanh dice che avere cura della nostra mente e del nostro spirito nei periodi in cui siamo sereni somiglia a raccogliere la legna per l’inverno. Lo yoga è un cammino straordinario che ci insegna a coltivare le nostre risorse e al tempo stesso ad aprirci nell’accoglienza dell’inaspettato. Andando alla sua essenza quali credi siano gli elementi più importanti per una “pratica in tempi difficili”?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em><strong>Mariella</strong></em>: Cercherò di essere sintetica. La prima risorsa è proprio quello che dici tu:<strong> l’importanza di avere un sentiero</strong> e una segnaletica. In tempi sottosopra come questi, fortunati coloro che hanno trovato una cornice di riferimento che della vita curi sia gli aspetti esterni (<em>bahiranga</em>) sia quelli interiori <em>(antaranga</em>). Non c’è solo lo yoga ovviamente.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi mi viene in mente una cosa che è totalmente mancata nei due anni e più di pandemia, ossia <strong>la prevenzione</strong>. Abbracciare lo yoga come stile di vita ci rende molto più resistenti rispetto a tutti i tipi di contagio, sia fisico che emotivo, ci sono studi che lo confermano.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Un’altra risorsa che ci offre lo yoga sta nel proporsi come <strong>una pratica, una disciplina</strong>. Infatti non si parla tanto di discepoli quanto di praticanti.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>Abhyasa</em>, l’esercizio quotidiano, è come una zattera che ci aiuta ad attraversare le burrasche di questi tempi. E l’altro pilastro che va sempre in coppia con <em>abhyasa</em>: <em>vairagya</em>, la capacità di vedere sì le cose che accadono ma anche di non farsi risucchiare, di<strong> prendere un po’ le distanze</strong>, che è l’unico modo per potere poi trasformare le situazioni che non vanno.</p>
<p style="padding-left: 40px;">In un tempo come questo di estremismi e di polarizzazioni, lo yoga ci insegna la difficile<strong> arte della sintesi</strong>, di congiunzione degli opposti. Un solo esempio fra tanti. La perfetta postura nello yoga viene definita con questa parola: <em>sthirasukha</em>. È un composto che unisce due atteggiamenti apparentemente diversi, ossia stabilità, padronanza,<strong> fermezza</strong> e nello stesso tempo <strong>scioltezza</strong>, elasticità, distensione.</p>
<p style="padding-left: 40px;">A me sembra che questa potrebbe essere<strong> la postura più adatta anche per attraversare questi tempi difficili</strong>.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Fra le cose più opprimenti che hanno segnato questi ultimi tempi c’è stata<strong> la paura della morte</strong>, come tutti sappiamo. E guarda caso la paura della morte è elencata fra i cinque inquinanti della nostra mente, fonti di tutte le nostre sofferenze, insieme ad attaccamento, avversione, ignoranza (della nostra vera natura) e, anche qui guarda caso, al<strong> senso dell’ego</strong>. Sono chiamati <em>klesa</em> che significa macchie. Che però lo yoga non si limita a elencare, ma fa seguire dalle indicazioni su <strong>come liberarsene</strong> in modo che la nostra visione ritorni limpida e verace.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Accenno a un ultimo aspetto, che sarebbe un vero toccasana per i tempi che stiamo vivendo. Nello yoga tantrico è centrale la capacità di<strong> trasformare anche le cose più negative in mezzi di “salvezza”</strong>, ossia di espansione della coscienza e di elevazione spirituale. Sempre, come dicevamo, attraverso una disciplina molto seria e rigorosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Virginia</em></strong>: <em>Nel tuo percorso di insegnante e di donna emerge una straordinaria pienezza e una grande capacità di tessere insieme ciò che ad altri può sembrare distante, addirittura contraddittorio. Sei la testimonianza vivente di una ricerca incarnata nella complessità del quotidiano, una pratica autentica che si sviluppa all’interno della famiglia e in relazione con il mondo. Quali sono state le tappe più importanti nel tuo percorso nello yoga? Quali limiti e quali slanci hai percepito nella relazione tra pratica e vita?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em><strong>Mariella</strong></em>: Sì, <strong>vivere le contraddizioni</strong>, soffrirle, in primo luogo dentro me stessa. Accettare il duro confronto fra quello che mi proponeva lo yoga e le incoerenze che riscontravo nella mia vita. Immergermi negli eventi anche quando sembravano confutare tutte le mie belle teorie,<strong> stare nella confusione</strong>, nel ribaltamento, attraversare… vogliamo chiamarle delle morti?</p>
<p style="padding-left: 40px;">C’è un primo momento in cui <strong>ci si innamora dello yoga</strong> – o del Buddhismo o della Psicosintesi o del Vangelo &#8211; momento di luce e di grazia. Di grande entusiasmo. Questo è accaduto a me come a tanti altri.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi se veramente questi cammini ci penetrano dentro, si entra, come si suol dire, in crisi. <strong>La crisi può essere più o meno intensa</strong>. Mi sono accorta di come la mia vita non combaciava, ossia non c’era un bacio fra il mio sistema di vita e la ventata di pulizia e di novità che mi portavano questi nuovi cammini. Non ho dovuto fare niente. Ci ha pensato la vita a portarmi in un deserto nel quale sono stata potata, spogliata, scartavetrata, tenuta sull’orlo di un nulla di senso e di identità che ho vissuto davvero come una morte.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi mani, forse ali compassionevoli mi hanno riportata fuori, <strong>cambiata ma inspiegabilmente anche la stessa</strong>. Mi sono ritrovata un po’ con le ossa rotte ma rinfrescata, più disarmata, più consapevole dei miei limiti ma anche di essere sostenuta da un disegno più grande e non sempre decifrabile.<strong> Ho lasciato andare molte cose</strong>, e ho lasciato che altre cose, impensate, mi venissero incontro. Pronta a ricominciare e a risperimentare ma con meno certezze e con ritmi più lenti e distesi.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Fra i molti aspetti della mia vita passata che ho messo in discussione c’è stato anche, sì, <strong>il mio rapporto con la sessualità</strong>. È di qui che sono nati i miei libri sul sesso per ragazzi. In realtà questi libri li ho scritti per me in primo luogo, per la mia bambina interiore che questa educazione non l’aveva ricevuta e che per questo aveva molto sofferto. Come una post-educazione, che mi ha curata e riconciliata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Una parte importante del tuo contributo nella trasmissione dello yoga è stata nel dare nuova luce all’aspetto etico, integrandolo con risolutezza nel lavoro corporeo nel quale molto spesso si esaurisce la visione dello yoga nella nostra cultura, ma anche sottolineando con grande energia la differenza tra la sua visione di etica e la morale comune. Nel tuo percorso hai saputo toccare temi delicatissimi, come la morte e l’accompagnamento al morire, ma anche come la sessualità, rivolgendoti agli adolescenti in modo spigliato e divertente. Senza preconcetti. Tra qualche settimana terrai al Centro Natura un seminario proprio legato all’Etica dello e nello yoga. Cosa significa, dunque, per te vivere in modo etico secondo i principi che lo yoga ci trasmette e ci permette di ritrovare in noi? Credi che questi principi possano ora essere un riferimento per trasformare la crisi attuale in un&#8217;opportunità?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Cosa significa per me: significa un confronto quotidiano, significa il travaglio di <strong>rileggere questi principi alla luce del presente e delle sfide inaudite che ci pongono questi tempi apocalittici</strong>. Significa anche porsi domande che non hanno almeno per ora una risposta. E anche ammettere di poter sbagliare nella scelta dell’azione che discende da questi principi.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Chi avrebbe potuto prevedere, per fare solo alcuni esempi, che gli umani si sarebbero trovati ad <strong>affrontare applicazioni così problematiche</strong> <strong>dell’etica</strong> (la verità, la nonviolenza, l’onestà, il giusto rapporto con la sessualità) come, per fare solo alcuni esempi, l’ingegneria genetica, la maternità surrogata, il suicidio assistito, il transumanesimo (commistione fra uomo e robotica), l’infodemia e la manipolazione dell’informazione sui mezzi di comunicazione di massa?</p>
<p style="padding-left: 40px;">Negli ultimi tempi, di fronte al caos imperante, il mio pensiero sta prendendo sempre di più forma interrogativa. <strong>Le domande, anche se non hanno risposta, guidano la ricerca</strong>. Gli <em>Yogasutra di Patanjali</em> sono un grande generatore di domande.</p>
<p style="padding-left: 40px;">E quanto alla seconda domanda, sì, sono ben convinta che questi principi, come tu dici, possano essere un importante riferimento, direi un riferimento essenziale per <strong>trasformare la crisi attuale in un&#8217;opportunità</strong>. Pensa solo alla scienza: se la scienza non viaggia di pari passo con l’etica (verità, nonviolenza, onestà, integrità) a cosa potremmo andare incontro? E pensa ai nuovi modelli (di politica, di economia, di educazione, di salvaguardia dell’ambiente). Fossero anche i più belli e i più illuminati: se la gente che li applica non è etica, non funzioneranno mai.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Il problema è: <strong>l’etica yogica va aggiornata di fronte agli scottanti dilemmi che ci pone la contemporaneità?</strong> E soprattutto, dietro il travaglio di confrontarsi con questi principi nel tempo e nello spazio cambiandone le interpretazioni e ammettendo anche il rischio di sbagliare: esiste comunque una dimensione assoluta da cui scaturiscono i principi etici e a cui ci possiamo riallacciare?</p>
<p style="padding-left: 40px;">Questo sarà uno dei quesiti a cui lavoreremo nel seminario di ottobre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Ci sono parole di cui abbiamo fortemente bisogno, e che al tempo stesso sono a volte difficili da pronunciare, e due di queste sono spiritualità e religione. Nel tuo libro “Aprire agli occhi all’invisibile” tracci una possibilità di avvicinamento a quel sentire umano profondo che ci connette con ciò che i nostri occhi non possono vedere, e ci mostri come attraverso percorsi diversi, dall’arte alla scienza, dalle religioni monoteiste al buddhismo, si possa coltivare la nostra ricerca di senso. Anche la tua testimonianza cristiana appare in questa prospettiva davvero illuminante. Le tue parole trasmettono una fiducia radicale nell’uomo e nelle diverse vie che ci permettono di cogliere, o forse di essere colti dal mistero, da quell’invisibile che anche nelle situazioni più difficili sembra tracimare dalle nostre paure per aprire inaspettati varchi di libertà. Come può lo yoga coltivare questa fiducia?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Mi fa piacere che tu abbia letto il mio ultimo libro appena uscito. Che si raccorda molto bene al titolo che hai scelto per questa conversazione, Provviste per l’inverno. Infatti senti come ho annunciato l’uscita di questo libro sulle reti sociali:</p>
<p style="padding-left: 40px;">“Nel crollo di tante certezze e nella stretta angosciante dei tempi, continuo come una formichina a mettere da parte cibo per i tempi che verranno, cibo per i nostri ragazzi che, come dice il pedagogista Fabio Alessandri, soffrono di “<strong>malnutrizione animica e spirituale</strong>”.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Certo che lo yoga può contribuire. Infatti l’ho inserito fra i <strong>grandi Maestri di spiritualità</strong> nel capitolo <em>La via maestra dello Yoga</em>. Ne ho le prove. Diversi dei miei allievi di yoga che si erano allontanati dalla religione (intesa in senso istituzionale) hanno riscoperto la spiritualità proprio grazie allo yoga. Che infatti è una via laica, almeno lo yoga classico a cui fanno riferimento la maggior parte delle scuole italiane.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Pensa solo che nel testo fondante <em>Yogasutra di Patanjali</em> non compare mai il nome “Dio” se non nell’accezione di Isvara che non corrisponde al nome di una qualche divinità ma sta a monte delle varie divinità. Infatti è un nome comune che significa signore, e più alla lettera “colui che compie interamente la propria volontà”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Infine una domanda aperta, una pagina bianca su cui tracciare un messaggio da mettere in bottiglia per attraversare il mare: quale eredità di comprensione credi sia fondamentale lasciare al mondo di domani?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Sempre tratto dallo yoga? Di getto, mi viene questo, che però non è solo dello yoga, ma oserei dire di tutte le più importanti vie spirituali. Solo <strong>quattro parole che riassumono il lungo viaggio</strong>, per dirlo con le parole di una bella canzone, <strong>dalle tenebre alla luce</strong>: da asmita a yoga ossia <strong>dalla mente egocentrata e dunque bellica, separata e difesa, alla mente relazionale ossia capace di entrare in relazione e di congiungersi (<em>yuj-</em>) agli altri (<em>Yama</em>), al proprio sé (<em>Niyama</em>) e all’assoluto (<em>Samadhi</em>)</strong>. Al punto in cui siamo non è un optional, ma una scelta obbligata, una necessità di sopravvivenza. Lo yoga ci può aiutare molto in questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt; color: #999999;">Scuola di Yoga Centro Natura</span></p>
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		<item>
		<title>La Scuola di Yoga Centro Natura ha un suo logo</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/la-scuola-di-yoga-centro-natura-ha-un-suo-logo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 09:48:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Ne avevamo proprio voglia e così ci siamo messi al lavoro per crearlo. La Scuola di Yoga Centro Natura ha un suo logo! Sembra una cosa di poca importanza, in realtà manifesta la nostra identità. Abbiamo scelto un’immagine che ci suscita positività: delle mani aperte che accolgono e allo stesso tempo offrono, con una [&#8230;]</p>
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<p>Ne avevamo proprio voglia e così ci siamo messi al lavoro per crearlo.</p>
<p><strong>La Scuola di Yoga Centro Natura ha un suo logo</strong>! Sembra una cosa di poca importanza, in realtà manifesta la nostra identità.</p>
<p>Abbiamo scelto un’immagine che ci suscita<strong> positività</strong>: delle mani aperte che accolgono e allo stesso tempo offrono, con una figura solare al centro, il simbolo del sole <em>Surya</em>, così importante nella cultura indo-vedica e nello yoga.</p>
<p>Simbolo di buon auspicio, molto potente e di grande energia, Surya rimanda anche a tapas, all’ardore della pratica che ci nutre e ci trasforma.</p>
<p>Nell’immagine c’è il pieno e il vuoto, c’è solidità e ariosità, c’è qualcosa di antico ma anche di giocoso e gioioso.</p>
<p>È <strong>un’immagine semplice e immediata</strong>, con un forte rimando all’India che tanto amiamo.</p>
<p>Questo logo ci accompagnerà da oggi con i suoi contenuti e i suoi rimandi. <strong>Sentiamo già che ci rappresenta</strong> e siamo molto felici di presentarlo e di condividerlo con voi.</p>
<p>Speriamo che vi piaccia!</p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10803.png"><img decoding="async" class="wp-image-35403 size-thumbnail alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10803-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10803-150x150.png 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10803-300x300.png 300w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10803-1024x1024.png 1024w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10803-768x768.png 768w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10803-600x600.png 600w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10803.png 1080w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10805.png"><img decoding="async" class="wp-image-35405 size-thumbnail alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10805-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10805-150x150.png 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10805-300x300.png 300w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10805-1024x1024.png 1024w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10805-768x768.png 768w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10805-600x600.png 600w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10805.png 1080w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10804.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35404 size-thumbnail alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10804-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10804-150x150.png 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10804-300x300.png 300w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10804-1024x1024.png 1024w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10804-768x768.png 768w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10804-600x600.png 600w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-10804.png 1080w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-1080.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35402 size-thumbnail alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-1080-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-1080-150x150.png 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-1080-300x300.png 300w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-1080-1024x1024.png 1024w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-1080-768x768.png 768w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-1080-600x600.png 600w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-1080.png 1080w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108010.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35407 size-thumbnail alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108010-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108010-150x150.png 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108010-300x300.png 300w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108010-1024x1024.png 1024w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108010-768x768.png 768w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108010-600x600.png 600w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108010.png 1080w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108011.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35408 size-thumbnail alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108011-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108011-150x150.png 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108011-300x300.png 300w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108011-1024x1024.png 1024w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108011-768x768.png 768w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108011-600x600.png 600w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108011.png 1080w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108013.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35409 size-thumbnail alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108013-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108013-150x150.png 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108013-300x300.png 300w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108013-1024x1024.png 1024w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108013-768x768.png 768w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108013-600x600.png 600w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/10/CN-logo-scuola-yoga-instagram-1080-x-108013.png 1080w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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<p>E se volete dare un&#8217;occhiata alle nostre proposte, <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-bologna/" target="_blank" rel="noopener">visitate la nostra pagina!</a></p>
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<p><span style="color: #999999; font-size: 8pt;">Scuola di yoga Centro Natura</span></p>
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		<title>Yoga e bambini: il corpo in gioco tra emozioni, respiro e movimento.</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-bambini-il-corpo-in-gioco-tra-emozioni-respiro-e-movimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 10:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[mum&baby yoga]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di yoga centro natura]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga a Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[yoga bimbi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Lo yoga per i bambini ha conosciuto in questi ultimi anni una vera e propria fioritura. Nelle scuole e nei centri yoga si moltiplicano le esperienze e i percorsi offerti a bambini e ragazzi, e sempre meglio questi si raffinano come proposte specifiche e non riadattate dalla pratica per adulti. Eppure ancora sopravvivono pregiudizi [&#8230;]</p>
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<p>Lo yoga per i bambini ha conosciuto in questi ultimi anni una vera e propria fioritura. Nelle scuole e nei centri yoga si moltiplicano le esperienze e i percorsi offerti a bambini e ragazzi, e sempre meglio questi si raffinano come proposte specifiche e non riadattate dalla pratica per adulti. Eppure ancora sopravvivono<strong> pregiudizi persistenti su cosa significhi lo yoga per bambini</strong>, per cui diventa importante <strong>fare chiarezza</strong>, così da evitare aspettative infondate o malintesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Yoga e relazione.</strong></p>
<p><strong>Lo yoga con i bambini è relazione con il corpo e a partire dal corpo</strong>. Iniziamo da qui, da una parola semplice eppure ricchissima di sfumature: relazione. La nostra capacità di stabilire connessioni, attraverso l’ascolto e la capacità di rielaborare ciò che riceviamo per trasmetterlo a nostra volta, è il fondamento di ogni relazione: con noi stessi, con gli altri, con tutto ciò che compone il nostro mondo.<strong> Essere in relazione significa avere un atteggiamento aperto, curioso, desideroso di conoscere e sperimentare, senza troppi (pre)giudizi</strong>. Non posso essere in relazione se ho già un’idea forte di come l’altro dovrebbe essere e non riesco a cogliere semplicemente come è. <strong>Il contesto di una pratica di yoga con i bambini, dunque, è un contesto in cui potersi esplorare</strong>, in cui incontrare quegli strumenti che ci permettono di <strong>scoprire come siamo fatti: come funzionano corpo, respiro e mente</strong>. È un contesto in cui la diversità può e deve emergere, come fioritura di tutte le potenzialità coinvolte. E perché ciò avvenga abbiamo bisogni di mezzi abili, quelli che la disciplina dello yoga ci offre come riferimenti concreti. Una lezione di yoga, così, avrà anche per i bambini i suoi speciali ingredienti, miscelati con cura e sapienza a seconda dei suoi partecipanti. <strong>Ci saranno gli asana, le posizioni della tradizione, e le tecniche respiratorie</strong>. Ci sarà il <strong>rilassamento</strong>, e un <strong>primo assaggio di meditazione</strong> attraverso <strong>esercizi di concentrazione</strong>. Ci sarà l’uso della voce, il canto, ma anche spazio per l’espressione figurativa come nella realizzazione dei <strong>mandala</strong>. Ma ci sarà anche il gioco, lo spazio per la sperimentazione più aperta del corpo in movimento. E ci sarà l’incontro con gli altri, in cerchio, dove ognuno a turno prende parola per raccontarsi e parlare di sé, e attraverso posizioni di contatto, in cui si impara a sentirsi reciprocamente in un equilibrio di forze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Yoga e pedagogia.</strong></p>
<p>Possiamo ben dire, a questo punto, che<strong> lo yoga con i bambini è pedagogia</strong>, un percorso educativo che accompagna ciascun individuo in un percorso di conoscenza, di relazione, sempre più sottile, fino a scoprire quella <strong>relazione fondamentale tra il nostro corpo, le nostre emozioni e la nostra mente</strong>. Tra ciò che facciamo, ciò che sentiamo e ciò che pensiamo. Ed è quando tutte queste dimensioni sono in equilibrio che scopriamo di stare bene, di poterci aprire agli altri con meno paura perché fiduciosi e sereni di ciò che siamo noi stessi. Lo yoga, infatti, ci conduce anche a fare i conti con la nostra idea di tempo, con il nostro modo di occuparlo tutto senza lasciare spazi. <strong>Ci educa a rallentare, per guardarci dentro, per trovare in noi motivazioni e valori</strong> da seguire evitando immagini stereotipate e bisogni indotti. Ci insegna ad osservare e a cercare di comprendere le nostre emozioni, a reggere i nostri insuccessi e a gioire dei risultati raggiunti senza costringerci in etichette di vincitori o perdenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Educare ed essere educati.</strong></p>
<p><strong>Il ruolo dell’adulto è in questo contesto determinante e non può essere improvvisato</strong>, perché è proprio la sua capacità di porsi in relazione a creare l’ambiente emotivo nel quale si potrà sviluppare il percorso dei bambini o dei ragazzi. È, dunque, davvero importante che<strong> l’insegnante sappia trasmettere calore, affetto ed empatia, partendo da ciò che gli alunni sanno fare</strong> e mettendo a disposizione le proprie capacità di adulto <strong>non per sostituirsi ai bambini, ma per fare in modo che possano fare ciò che da soli non sarebbero in grado di fare</strong>. Così saranno i bambini a sentirsi protagonisti, non tanto esibendo i loro singoli risultati, ma valorizzando l’intero processo, il percorso fatto da tutto il gruppo. Perché ciò si realizzi davvero anche l’adulto deve essere disponibile a percorrere con apertura il percorso dello yoga,<strong> educando e al tempo stesso lasciandosi educare</strong>, praticando in prima persona i suoi principi ed esplorandone con apertura di cuore gli strumenti per riconoscere di volta in volta quelli più adatti. Sarà, infatti, ciò che avremo davvero compreso ed elaborato che passerà in ogni incontro, perché <strong>insegniamo e trasmettiamo agli altri il nostro sapere non tanto con le parole, ma con il nostro fare, con il nostro modo di esserci.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I luoghi dello yoga.</strong></p>
<p>Abbiamo visto come lo yoga con i bambini sia una disciplina ricca, ma al tempo stesso profondamente semplice. Che più che caratterizzarsi come un corso per bambini, vuole essere per loro un <strong>vero e proprio percorso educativo. Non abbiamo bisogno di attrezzi particolari, se non di uno spazio adeguato in cui poterci sedere in cerchio</strong>. Possono esserci oggetti utili e significativi: il<strong> tappetino</strong>, una <strong>campana</strong>, dei <strong>cimbali</strong>, un <strong>bastoncino d’incenso</strong>. Può esserci l’accompagnamento della musica o di una narrazione, ma tutto può essere semplificato e riadattato, perché il centro della pratica è nel corpo, nel suo movimento, nella sua capacità di stare in ascolto. Questo permette allo yoga di essere una <strong>disciplina rigorosa e al tempo stesso flessibile</strong>, che può essere portata anche in contesti più sensibili, come quelli scolastici. Anzi, è in particolare nella scuola, che ora lo yoga sembra poter portare il suo maggiore beneficio, <strong>aiutando i bambini in questo particolare momento storico a rimanere in relazione con il proprio corpo e a dare espressione al proprio vissuto interiore</strong>. Non è un caso che <strong>tanti progetti di yoga nelle scuole, in particolare in quelle primarie, stiano fiorendo anche nel nostro territorio</strong>, come il <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/impariamo-con-lo-yoga/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Progetto Impariamo (con) lo yoga</strong></a> , che il Centro Natura sostiene e promuove da quattro anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’augurio dello yoga.</strong></p>
<p>In queste poche righe abbiamo cercato di trasmettere quello che per noi è lo spirito dello yoga per bambini, valorizzandone gli aspetti educativi più che quelli tecnici. Tante e tante cose ancora si potrebbero dire, perché tante possono essere le sfumature negli approcci che ciascun insegnante può avere, a partire dalla propria personalità e dall’esperienza individuale.  Crediamo però davvero che <strong>il terreno comune su cui tutto può poggiare è quello dell’ascolto, un ascolto profondo e presente a ciò che incontra</strong>. Da esso nasce quell’atteggiamento di <strong>rispetto per ogni diversità, che può permetterci di creare e nutrire un vero dialogo con i bambini e tra i bambini</strong>. Quel dialogo che permette di coltivare e di far fiorire <strong>i principi dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;inclusione, della democrazia, della pace e della convivenza civile</strong>. E questo è <strong>l’augurio e il contributo più grande che ancora oggi lo yoga può portare alle nuove generazioni: imparare a star bene con sé stessi perché di nuovo torni a star bene il nostro mondo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da ottobre ripartiranno i nostri <strong><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/nascita-e-infanzia/yoga-bimbi/" target="_blank" rel="noopener">corsi di yoga bimbi</a></strong>  e di <strong><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/nascita-e-infanzia/mum-baby-yoga/" target="_blank" rel="noopener">mum and baby yoga</a></strong> , tenuti quest’anno da Eléonore Grassi e Barbara Donati.</p>
<p>Se siete curiosi vi aspettiamo per una lezione di prova!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Testo curato da Anna Bergonzini, pedagogista e coordinatrice del Progetto Impariamo (con) lo yoga, e Virginia Farina, educatrice, operatrice culturale e insegnante di Raja yoga e yoga bimbi per il Centro Natura.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Consigli di lettura: &#8220;Il cuore dello yoga&#8221; di T. K. V. Desikachar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 15:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Desikachar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>un classico imperdibile per portare lo yoga in vacanza Uno spazio vuoto Come possibilità D’essere, in ascolto Del corpo  Del respiro Dei pensieri In realtà, non si può parlare di vacanze al plurale, ma della “Vacanza”, quella dello Spirito, che è il contrario del nostro stato abituale. La vacanza è uno stato dello Spirito, non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>un classico imperdibile per portare lo yoga in vacanza</h3>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Uno spazio vuoto </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Come possibilità </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">D’essere, in ascolto </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Del corpo </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Del respiro </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Dei pensieri</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">In realtà, non si può parlare di vacanze al plurale, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">ma della “Vacanza”, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">quella dello Spirito, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">che è il contrario del nostro stato abituale. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">La vacanza è uno stato dello Spirito, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">non si tratta di andare da qualche parte, perché possiamo essere in vacanza in ogni momento.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Significa essere disponibili&#8230; Essere!</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><strong><em><span style="font-size: 10.0pt;">Gérard Blitz</span></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avete appena incontrato lo yoga, iniziate ad appassionarvi, e cercate un libro per iniziare a curiosare in questo nuovo mondo? Bene, questo libro è perfetto per voi!</p>
<p>Avete già qualche anno di esperienza e volete una guida che vi aiuti a creare una pratica personale da continuare nei mesi di sospensione dei corsi? Questo è il libro giusto per voi!</p>
<p>Siete praticanti esperti e cercate un testo per approfondire le vostre conoscenze? Certamente questo libro farà al caso vostro!</p>
<p>A questo punto il vostro sguardo si sarà fatto quanto meno curioso se non addirittura sospettoso, come è possibile che un solo libro parli a ogni tipo di praticante a prescindere dal suo livello di esperienza?</p>
<p>Non sono tanti i libri capaci di rivolgersi a persone tanto differenti tra loro, e spesso sono quei libri che non esauriamo mai, che possiamo leggere e rileggere in diversi momenti della nostra vita riscoprendo ogni volta in essi qualcosa di nuovo. “<strong>Il cuore dello yoga</strong>” è tra questi: un libro inesauribile, che compone nelle sue pagine un percorso vastissimo e aperto in diversi sensi e direzioni, nel quale possiamo entrare in ogni momento, sapendo che potremo essere accolti in esso, compresi, proprio così come siamo.</p>
<p>Questa è la chiave di volta non solo della lettura di questo libro, ma dello stesso pensiero sullo yoga che <strong>Desikachar</strong> ci offre: non esiste un riferimento assoluto alla pratica di questa disciplina, piuttosto essa si rivelerà tanto più giusta quanto più vicina alle nostre necessità. E questo perché prima di essere una pratica volta a un perfezionamento di noi stessi, fisico o mentale che sia, è un percorso di conoscenza e di scoperta di ciò che siamo, molto al di là di quanto crediamo di essere.</p>
<p>Per prima cosa Desikachar, riprendendo gli insegnamenti di suo padre, <em>Sri Krishnamacharya</em>, uno dei più importanti yogin e maestri del Sud dell’India del secolo scorso, ci spiega come avvicinarci alla pratica. E lo fa in modo semplice, parlandoci da cuore a cuore, senza mai esprimere un giudizio o generare, con le sue parole, gerarchie di doveri e di valori. Persino la sua etica si dimostra uno spazio abitato con calore e cura, dove i precetti morali non sono mai rigide richieste, ma posture di ascolto.</p>
<p>Partiamo, dunque, da una domanda: cosa stiamo cercando nello yoga? Di cosa abbiamo bisogno? C’è una prima semplice risposta che possiamo darci, una risposta umile, senza grandi pretese, eppure fondamentale a ogni crescita anche spirituale: stare bene.</p>
<p>“Nelle società più antiche lo yoga svolgeva il suo ruolo classico: prevenire le malattie e conservare la salute del gruppo sociale. Quindi, nella nostra società, c’è molto posto per lo yoga, c’è qualcosa che non va e si cerca un rimedio. Non si tratta solo di malattie fisiche, ma anche della perdita della voglia di vivere, dell’incapacità di esprimere il proprio potenziale.”</p>
<p>Così Desikachar arriva in pochi passaggi al cuore della motivazione di molti di noi occidentali, una motivazione che tante volte ci troviamo a denigrare e che pure ci dice qualcosa di molto importante su noi stessi e sul diffuso malessere dentro cui, forse ora più che mai, ci sentiamo immersi. E non soltanto ci permette di accogliere e comprendere la nostra motivazione, ma ci offre una possibilità concreta per prendercene cura, senza chiederci di aderire a nessun modello e a nessun ideale.</p>
<p>“Chiunque sia in grado di respirare e usare le mani è anche in grado di praticare lo yoga.” diceva Krishnamacharya, aprendo in modo assolutamente rivoluzionario per la sua epoca la pratica a tutti, uomini e donne di qualunque età e provenienza sociale, anche in condizione di salute non sempre ottimali.</p>
<p>Una volta entrati nella via, nel cammino dello yoga diventa poi importante trovare una guida, un insegnante, e qui il libro diventa un consigliere prezioso, dandoci sia quegli elementi che ci permettono di riconoscere le qualità di un buon insegnamento (capacità di guardare con attenzione e ascoltare l’altro, così adattare su ciascuno la giusta pratica, è  lo yoga ad adattarsi alla persona e non solo viceversa) che quegli spunti che ci consentono di renderci progressivamente autonomi, sperimentando principi e posture, prendendo confidenza con le architetture sottili che costituiscono una sequenza.</p>
<p>Quando i principi si sono radicati in noi e il nostro tempo dedicato alla pratica cresce, spontaneamente, ci dice Desikachar, iniziano a manifestarsi i suoi frutti, quelle trasformazioni che andiamo cerchiamo e che pure non possiamo ottenere per sola forza di volontà. Iniziamo a vedere e sentire le cose in modo più ampio e profondo, ci scopriamo essere nella meditazione al di là di ogni fare.</p>
<p>Ed è qui che i testi antichi diventano accessibili ad una comprensione non solo intellettuale, ma anche intima, personale, perché in essi diventiamo capaci di riconoscere ciò che ci riguarda direttamente. Ed è questo il percorso più profondo che questo libro ci permette di cogliere, quello dentro il “senso” dello yoga. È a questo livello che ci diventa finalmente chiaro che il fine dello yoga non è il potere, in nessuna forma, ma la pace, una pace che esiste come relazione con tutto ciò che sta dentro e fuori di noi, al di là di ogni concetto di separatezza. Come senso di intimità con noi stessi e con il mondo, a partire da una conoscenza fondata sull’accoglienza e sulla presenza, ma anche su un continuo richiamo all’autenticità.</p>
<p>In questa estate non semplice, dunque, e così densa per tutti noi di prove e riflessioni importanti, il nostro augurio è quello di trovare un tempo che sia davvero tutto per voi, dove staccare e ricaricarvi in una vera e propria vacanza, non soltanto dei sensi, ma anche dello spirito. E siamo certi che questo libro, nel fondo di una borsa o di una valigia, sarà un compagno di viaggio prezioso e un piccolo speciale ingrediente per donare alla vostra vacanza un inaspettato profumo di libertà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testo curato da Virginia Farina per la Scuola di Yoga Centro Natura</p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-34180 alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-150x150.jpg" alt="" width="163" height="163" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-150x150.jpg 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-600x600.jpg 600w" sizes="(max-width: 163px) 100vw, 163px" /></a></p>
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		<title>Lo yoga a scuola e nel tempo libero</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/lo-yoga-a-scuola-e-nel-tempo-libero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 18:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo yoga a scuola e nel tempo libero. E&#8217; l&#8217;obiettivo dell&#8217;associazione Arkis e la scuola di yoga centro natura ha assicurato partecipazione e appoggio. Martedì 11 dicembre  l&#8217;insegnante di Yoga bimbi, Virginia Farina, propone la lezione GIOCHIAMO a YOGA per NATALE? anche a bambini e genitori non iscritti. Sarà una lezione dedicata al respiro dello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo yoga a scuola e nel tempo libero.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22637 alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2018/12/bimbo-albero-121x300.jpg" alt="" width="121" height="300" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2018/12/bimbo-albero-121x300.jpg 121w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2018/12/bimbo-albero-200x495.jpg 200w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2018/12/bimbo-albero.jpg 306w" sizes="(max-width: 121px) 100vw, 121px" />E&#8217; l&#8217;obiettivo dell&#8217;associazione Arkis e la scuola di yoga centro natura ha assicurato partecipazione e appoggio.</p>
<p><strong><em>Martedì 11 dicembre</em> </strong> l&#8217;insegnante di <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/nascita-e-infanzia/yoga-bimbi/" target="_blank" rel="noopener">Yoga bimbi</a></span>, Virginia Farina, propone la lezione<span style="text-decoration: underline;"><strong> <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2018/12/Invito-a-Giochiamo-a-Yoga-Natale-2.jpg" target="_blank" rel="noopener">GIOCHIAMO a YOGA per NATALE?</a></strong></span> anche a bambini e genitori non iscritti.<br />
Sarà una lezione dedicata al respiro dello yoga sonoro accompagnata dalle campane tibetane suonate da Giovanni Del Casale, musicista e insegnante.<br />
E&#8217; gradita la prenotazione, telefonando in segreteria al 051235643. La quota di adesione (€ 12) verrà devoluta al progetto Impariamo (con) lo Yoga.</p>
<h3>Impariamo (con) lo yoga</h3>
<p>Il progetto per il suo secondo anno vuole raggiungere i bambini di 8 Istituti comprensivi di Bologna. Per farlo ha bisogno di sostegno.<br />
La proposta è di diffondere lo yoga nella Scuola Primaria e nell&#8217;extra scuola. Per farlo sono organizzati laboratori nelle classi, formazione dei docenti e delle insegnanti di yoga, coinvolgimento delle famiglie, dei Quartieri e dei Centri yoga che propongono corsi per bambini.</p>
<p>Attraverso lo yoga si contribuisce ad attivare una crescita personale efficace favorendo la conoscenza di se stessi, la non violenza, la gestione dei conflitti, l&#8217;ascolto e il silenzio per formare futuri cittadini includenti e rispettosi di sé, degli altri, delle cose, della natura.</p>
<p>Grazie ad un contributo della Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, che sostiene l&#8217;iniziativa sin dagli inizi, a gennaio 2019 partiranno le attività del 2° anno di questo progetto che includerà certamente le 10 classi dello scorso anno. Le richieste di partecipazione sono talmente aumentate che vorremmo ‘raddoppiare’ il numero di classi e raggiungere così 500 bambini!  Ecco perchè si è resa necessaria una  RACCOLTA PUBBLICA OCCASIONALE DI FONDI APERTA DA ORA FINO AL 31/12/2018</p>
<p>Se credete anche voi come noi a questa proposta educativa, lo yoga a scuola e nel tempo libero, potete contribuire con una donazione, che fino ad un massimo di 1.500 euro gode del 19% di detraibilità.<br />
La donazione si effettua tramite bonifico sul conto corrente intestato a</p>
<p>ARKIS Associazione culturale dilettantistico sportiva<br />
presso Banca Felsinea &#8211; Agenzia Monterenzio IBAN: IT24G0847236941015000017796<br />
con causale: Fondi per progetto Impariamo con lo yoga 2</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/lo-yoga-a-scuola-e-nel-tempo-libero/">Lo yoga a scuola e nel tempo libero</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
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