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	<title>Yoga a Bologna &#8211; Centro natura</title>
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	<description>il biologico e vegetariano, yoga, pilates, naturopatia, massaggi, sauna</description>
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	<title>Yoga a Bologna &#8211; Centro natura</title>
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		<title>sulle onde del respiro</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/sulle-onde-del-respiro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 12:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Natura Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulle onde del respiro: spunti per una riscoperta del respirare. &#160; Entrare in contatto con il respiro significa diventare saldamente delicati. Non catturare il respiro, non fargli la posta, ma avanzare con rispetto e avvicinarlo con cura, come faremmo con un essere selvatico rimasto a lungo solo. Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Sulle onde del respiro: spunti per una riscoperta del <em>respirare.</em></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Entrare in contatto con il respiro significa diventare saldamente delicati.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Non catturare il respiro, non fargli la posta, ma avanzare con rispetto e avvicinarlo con cura, come faremmo con un essere selvatico rimasto a lungo solo.</em></p>
<p style="text-align: right;">Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa viva, Einaudi 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutta la nostra vita è inscritta, letteralmente, nel respiro: dall’inizio alla fine. Siamo vivi perché e finché respiriamo, e<strong> se non ci sono particolari problemi di salute difficilmente ci occupiamo della nostra respirazione</strong>. Ma siamo sicuri che sia sufficiente essere vivi per respirare pienamente? In altre parole, <strong>siamo sicuri di stare davvero respirando?</strong></p>
<p>Prima di proseguire in questa lettura <strong>vorremmo chiedervi di fermarvi, ora, giusto qualche istante</strong>. Se vi è possibile prendete una posizione comoda, con gli occhi chiusi o semplicemente con lo sguardo aperto e non concentrato su un oggetto particolare. <strong>Riuscite a percepire il vostro respiro?</strong> <strong>Potete contattarlo nel corpo? Dove e come lo riconoscete?</strong> Che ritmo e che profondità ha in questo momento? Quale sapore lo accompagna? È un respiro affannato o disteso, teso o rilassato?</p>
<p>Avvicinandoci al nostro respiro, facendo amicizia con esso, ci accorgiamo immediatamente che non sono tanto le cose che sappiamo su di esso a “illuminarlo”, quanto ciò che in modo diretto, con un contatto di prima mano, riusciamo a scoprire.</p>
<p><strong>Una prima e non scontata scoperta che possiamo fare è quella dell’anatomia del respiro</strong>. Con un po’ di attenzione ci accorgiamo di come esso non avvenga soltanto a livello polmonare. <strong>Il suo movimento coinvolge</strong>, infatti, <strong>ampie zone del torace e dell’addome attraverso l’attivazione dei muscoli addominali, intercostali e del grande muscolo involontario del diaframma</strong>, che nel suo rilassarsi e contrarsi permette lo svuotarsi e il riempirsi dei polmoni. Ascoltando ancora più in profondità possiamo scoprire che anche altre fasce muscolari sono interessate dalla respirazione, come ad esempio quelle della zona perineale o delle spalle e del collo, che, con la loro rigidità o attraversabilità, permettono una minore o maggiore ampiezza del respiro. <strong>Persino il viso, con la sua muscolatura complessa e fortemente interconnessa, ha un ruolo nella respirazione</strong>, di cui è la prima soglia non solo a livello delle narici ma anche della bocca e della gola, altri luoghi spesso abitati da diverse tensioni. <strong>Realizziamo, così, come il respiro sia un atto globale</strong> che coinvolge il nostro organismo per intero, sia per quanto riguarda il suo movimento che per quello che è il suo fine: ossigenare ogni cellula e permettere il ricambio di anidride carbonica e “scarti” dei processi vitali.</p>
<p>Una volta osservato il respiro e la sua pulsazione un’altra evidenza inizia ad emergere, a volte con il sapore di una sorpresa. <strong>Il respiro è soggetto alla nostra volontà solo fino a un certo punto</strong>. Potremmo dire che il respiro avviene quasi a dispetto di noi, che possiamo fermarlo e controllarlo ma solo fino a un certo punto e a certe condizioni. <strong>Questo perché la respirazione coinvolge, come abbiamo visto, muscoli volontari e involontari</strong>, appoggiandosi dunque alle connessioni neuronali sia del sistema nervoso somatico, responsabile delle risposte volontarie, che di quello autonomo, che lavora a livello involontario nella pulsazione tra stimoli simpatici e parasimpatici. Questa è una caratteristica pressoché unica per una funzione vitale, se pensiamo che tutto ciò che ci tiene in vita, dal battito del cuore ai processi digestivi o riproduttivi, avviene ad un livello dove la nostra volontà ha ben poca rilevanza. <strong>Il respiro dunque è un ponte sottilissimo tra funzioni vitali primarie e parti “più evolute” del nostro sistema nervoso</strong>, ed è questa una delle ragioni per cui esso si muove sia su un piano incosciente (non è necessario sapere che stiamo respirando per respirare) che cosciente, per cui possiamo sentire e osservare con estrema raffinatezza ogni singolo atto respiratorio. E qui un’altra piccola comprensione può sorprenderci. Come osserviamo il respiro? Da dove lo vediamo? O meglio ancora come si fa osservare il respiro?</p>
<p>Man mano che diventiamo esperti <strong>ci accorgiamo che osservare il respiro senza intervenire, senza giudicarlo e quindi senza modificarlo è davvero difficilissimo</strong>. Come ci suggerisce la poetessa Chandra Livia Candiani <strong>il respiro si rivela essere una creatura selvatica</strong> che possiamo avvicinare solo a condizione di non disturbarla. Entrare davvero in relazione con esso ci porta così a un <strong>cambiamento radicale del nostro sguardo e della nostra postura</strong>, chiedendoci di passare da un esercizio di controllo a un esercizio di presenza. <strong>Ed è qui che il respiro ci apre le porte della meditazione</strong>, diventando filo prezioso che ci conduce non solo all’interno di noi ma che continuamente ci cuce al qui ed ora della nostra esperienza.</p>
<p>Quando ci accorgiamo che <strong>la qualità del nostro respiro è così profondamente connessa alla qualità</strong> <strong>della nostra vita</strong> sorge spesso il desiderio di lavorarci per renderlo più ampio, profondo, aperto. Ma ci rendiamo presto conto che <strong>ogni intervento, se forzato, ha un effetto superficiale e temporaneo</strong>, <strong>a volte addirittura controproducente</strong>. Prima di ogni tecnica, dunque, <strong>è necessario imparare ad avvicinarci con gentilezza e rispetto al respiro</strong>, che non è mai un respiro astratto ma è proprio questo respiro qui, adesso, questo fiato che ci abita e ci attraversa. Per questo il primo passo è conoscerlo, liberandolo dalle morse delle nostre tensioni, partendo dal corpo. Come lo yoga ci insegna.</p>
<p>Una volta che il respiro, proprio come un corso d’acqua, trova una via più sgombra per procedere possiamo allora guardarlo con maggiore attenzione ai dettagli: quanto dura un inspiro? Quanto un espiro? <strong>Ci sono spazi tra una fase respiratoria e l’altra? E se ci sono a cosa assomigliano?</strong> Sono luoghi asfittici o ampi come le anse nei quali riposano i fiumi?</p>
<p>Poco a poco <strong>possiamo poi iniziare ad accompagnare questo corso, con la precisione e la gioia dei surfisti che cavalcano le onde, o di chi si lancia con maestria tra le rapide dei torrenti</strong>. Uno dei primi elementi che possiamo quindi inserire all’osservazione è l’allungamento dell’espiro, anche attraverso l&#8217;emissione di un suono.  <strong>Espirare profondamente significa permetterci di ripulire in profondità i polmoni, e al tempo stesso di liberare spazio interno</strong>. Ma perché però ci è così difficile farlo? Perché il nostro accento va molto più facilmente all’inspiro? Cosa accade quando lasciamo che quest’ultima fase avvenga in modo più spontaneo?</p>
<p>Procediamo in questo percorso di riscoperta del nostro respiro per piccoli passi, tra osservazioni e domande, come in un terreno nuovo e sconosciuto, pur ritrovandoci in uno dei luoghi a noi più vicini e familiari. Accorgendoci che <strong>ogni apprendimento ha sempre una ricaduta profonda nel nostro stesso modo di essere al mondo</strong>.</p>
<p><strong>Imparare a respirare di nuovo</strong>, allora, somiglia più che a un esercizio ben eseguito a un lasciar andare, a <strong>ricreare quelle condizioni di un vuoto accogliente e spazioso</strong> che ci rende di nuovo capaci di <strong>ricevere e abitare il respiro</strong>. Come cosa viva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Testo curato da Virginia Farina, insegnante di <strong><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-bologna/yoga-e-meditazione/" target="_blank" rel="noopener">Raja Yoga</a> </strong>per la Scuola di Yoga Centro Natura</span></p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34180" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg" alt="" width="221" height="295" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg 845w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-225x300.jpg 225w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Yoga e bambini: il corpo in gioco tra emozioni, respiro e movimento.</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-bambini-il-corpo-in-gioco-tra-emozioni-respiro-e-movimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 10:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
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		<category><![CDATA[mum&baby yoga]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di yoga centro natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Lo yoga per i bambini ha conosciuto in questi ultimi anni una vera e propria fioritura. Nelle scuole e nei centri yoga si moltiplicano le esperienze e i percorsi offerti a bambini e ragazzi, e sempre meglio questi si raffinano come proposte specifiche e non riadattate dalla pratica per adulti. Eppure ancora sopravvivono pregiudizi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Lo yoga per i bambini ha conosciuto in questi ultimi anni una vera e propria fioritura. Nelle scuole e nei centri yoga si moltiplicano le esperienze e i percorsi offerti a bambini e ragazzi, e sempre meglio questi si raffinano come proposte specifiche e non riadattate dalla pratica per adulti. Eppure ancora sopravvivono<strong> pregiudizi persistenti su cosa significhi lo yoga per bambini</strong>, per cui diventa importante <strong>fare chiarezza</strong>, così da evitare aspettative infondate o malintesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Yoga e relazione.</strong></p>
<p><strong>Lo yoga con i bambini è relazione con il corpo e a partire dal corpo</strong>. Iniziamo da qui, da una parola semplice eppure ricchissima di sfumature: relazione. La nostra capacità di stabilire connessioni, attraverso l’ascolto e la capacità di rielaborare ciò che riceviamo per trasmetterlo a nostra volta, è il fondamento di ogni relazione: con noi stessi, con gli altri, con tutto ciò che compone il nostro mondo.<strong> Essere in relazione significa avere un atteggiamento aperto, curioso, desideroso di conoscere e sperimentare, senza troppi (pre)giudizi</strong>. Non posso essere in relazione se ho già un’idea forte di come l’altro dovrebbe essere e non riesco a cogliere semplicemente come è. <strong>Il contesto di una pratica di yoga con i bambini, dunque, è un contesto in cui potersi esplorare</strong>, in cui incontrare quegli strumenti che ci permettono di <strong>scoprire come siamo fatti: come funzionano corpo, respiro e mente</strong>. È un contesto in cui la diversità può e deve emergere, come fioritura di tutte le potenzialità coinvolte. E perché ciò avvenga abbiamo bisogni di mezzi abili, quelli che la disciplina dello yoga ci offre come riferimenti concreti. Una lezione di yoga, così, avrà anche per i bambini i suoi speciali ingredienti, miscelati con cura e sapienza a seconda dei suoi partecipanti. <strong>Ci saranno gli asana, le posizioni della tradizione, e le tecniche respiratorie</strong>. Ci sarà il <strong>rilassamento</strong>, e un <strong>primo assaggio di meditazione</strong> attraverso <strong>esercizi di concentrazione</strong>. Ci sarà l’uso della voce, il canto, ma anche spazio per l’espressione figurativa come nella realizzazione dei <strong>mandala</strong>. Ma ci sarà anche il gioco, lo spazio per la sperimentazione più aperta del corpo in movimento. E ci sarà l’incontro con gli altri, in cerchio, dove ognuno a turno prende parola per raccontarsi e parlare di sé, e attraverso posizioni di contatto, in cui si impara a sentirsi reciprocamente in un equilibrio di forze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Yoga e pedagogia.</strong></p>
<p>Possiamo ben dire, a questo punto, che<strong> lo yoga con i bambini è pedagogia</strong>, un percorso educativo che accompagna ciascun individuo in un percorso di conoscenza, di relazione, sempre più sottile, fino a scoprire quella <strong>relazione fondamentale tra il nostro corpo, le nostre emozioni e la nostra mente</strong>. Tra ciò che facciamo, ciò che sentiamo e ciò che pensiamo. Ed è quando tutte queste dimensioni sono in equilibrio che scopriamo di stare bene, di poterci aprire agli altri con meno paura perché fiduciosi e sereni di ciò che siamo noi stessi. Lo yoga, infatti, ci conduce anche a fare i conti con la nostra idea di tempo, con il nostro modo di occuparlo tutto senza lasciare spazi. <strong>Ci educa a rallentare, per guardarci dentro, per trovare in noi motivazioni e valori</strong> da seguire evitando immagini stereotipate e bisogni indotti. Ci insegna ad osservare e a cercare di comprendere le nostre emozioni, a reggere i nostri insuccessi e a gioire dei risultati raggiunti senza costringerci in etichette di vincitori o perdenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Educare ed essere educati.</strong></p>
<p><strong>Il ruolo dell’adulto è in questo contesto determinante e non può essere improvvisato</strong>, perché è proprio la sua capacità di porsi in relazione a creare l’ambiente emotivo nel quale si potrà sviluppare il percorso dei bambini o dei ragazzi. È, dunque, davvero importante che<strong> l’insegnante sappia trasmettere calore, affetto ed empatia, partendo da ciò che gli alunni sanno fare</strong> e mettendo a disposizione le proprie capacità di adulto <strong>non per sostituirsi ai bambini, ma per fare in modo che possano fare ciò che da soli non sarebbero in grado di fare</strong>. Così saranno i bambini a sentirsi protagonisti, non tanto esibendo i loro singoli risultati, ma valorizzando l’intero processo, il percorso fatto da tutto il gruppo. Perché ciò si realizzi davvero anche l’adulto deve essere disponibile a percorrere con apertura il percorso dello yoga,<strong> educando e al tempo stesso lasciandosi educare</strong>, praticando in prima persona i suoi principi ed esplorandone con apertura di cuore gli strumenti per riconoscere di volta in volta quelli più adatti. Sarà, infatti, ciò che avremo davvero compreso ed elaborato che passerà in ogni incontro, perché <strong>insegniamo e trasmettiamo agli altri il nostro sapere non tanto con le parole, ma con il nostro fare, con il nostro modo di esserci.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I luoghi dello yoga.</strong></p>
<p>Abbiamo visto come lo yoga con i bambini sia una disciplina ricca, ma al tempo stesso profondamente semplice. Che più che caratterizzarsi come un corso per bambini, vuole essere per loro un <strong>vero e proprio percorso educativo. Non abbiamo bisogno di attrezzi particolari, se non di uno spazio adeguato in cui poterci sedere in cerchio</strong>. Possono esserci oggetti utili e significativi: il<strong> tappetino</strong>, una <strong>campana</strong>, dei <strong>cimbali</strong>, un <strong>bastoncino d’incenso</strong>. Può esserci l’accompagnamento della musica o di una narrazione, ma tutto può essere semplificato e riadattato, perché il centro della pratica è nel corpo, nel suo movimento, nella sua capacità di stare in ascolto. Questo permette allo yoga di essere una <strong>disciplina rigorosa e al tempo stesso flessibile</strong>, che può essere portata anche in contesti più sensibili, come quelli scolastici. Anzi, è in particolare nella scuola, che ora lo yoga sembra poter portare il suo maggiore beneficio, <strong>aiutando i bambini in questo particolare momento storico a rimanere in relazione con il proprio corpo e a dare espressione al proprio vissuto interiore</strong>. Non è un caso che <strong>tanti progetti di yoga nelle scuole, in particolare in quelle primarie, stiano fiorendo anche nel nostro territorio</strong>, come il <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/impariamo-con-lo-yoga/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Progetto Impariamo (con) lo yoga</strong></a> , che il Centro Natura sostiene e promuove da quattro anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’augurio dello yoga.</strong></p>
<p>In queste poche righe abbiamo cercato di trasmettere quello che per noi è lo spirito dello yoga per bambini, valorizzandone gli aspetti educativi più che quelli tecnici. Tante e tante cose ancora si potrebbero dire, perché tante possono essere le sfumature negli approcci che ciascun insegnante può avere, a partire dalla propria personalità e dall’esperienza individuale.  Crediamo però davvero che <strong>il terreno comune su cui tutto può poggiare è quello dell’ascolto, un ascolto profondo e presente a ciò che incontra</strong>. Da esso nasce quell’atteggiamento di <strong>rispetto per ogni diversità, che può permetterci di creare e nutrire un vero dialogo con i bambini e tra i bambini</strong>. Quel dialogo che permette di coltivare e di far fiorire <strong>i principi dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;inclusione, della democrazia, della pace e della convivenza civile</strong>. E questo è <strong>l’augurio e il contributo più grande che ancora oggi lo yoga può portare alle nuove generazioni: imparare a star bene con sé stessi perché di nuovo torni a star bene il nostro mondo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da ottobre ripartiranno i nostri <strong><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/nascita-e-infanzia/yoga-bimbi/" target="_blank" rel="noopener">corsi di yoga bimbi</a></strong>  e di <strong><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/nascita-e-infanzia/mum-baby-yoga/" target="_blank" rel="noopener">mum and baby yoga</a></strong> , tenuti quest’anno da Eléonore Grassi e Barbara Donati.</p>
<p>Se siete curiosi vi aspettiamo per una lezione di prova!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Testo curato da Anna Bergonzini, pedagogista e coordinatrice del Progetto Impariamo (con) lo yoga, e Virginia Farina, educatrice, operatrice culturale e insegnante di Raja yoga e yoga bimbi per il Centro Natura.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-bambini-il-corpo-in-gioco-tra-emozioni-respiro-e-movimento/">Yoga e bambini: il corpo in gioco tra emozioni, respiro e movimento.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consigli di lettura: &#8220;Il cuore dello yoga&#8221; di T. K. V. Desikachar</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/il-cuore-dello-yoga-di-t-k-v-desikachar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 15:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Desikachar]]></category>
		<category><![CDATA[Il cuore dello yoga]]></category>
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		<category><![CDATA[yoga e meditazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>un classico imperdibile per portare lo yoga in vacanza Uno spazio vuoto Come possibilità D’essere, in ascolto Del corpo  Del respiro Dei pensieri In realtà, non si può parlare di vacanze al plurale, ma della “Vacanza”, quella dello Spirito, che è il contrario del nostro stato abituale. La vacanza è uno stato dello Spirito, non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>un classico imperdibile per portare lo yoga in vacanza</h3>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Uno spazio vuoto </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Come possibilità </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">D’essere, in ascolto </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Del corpo </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Del respiro </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Dei pensieri</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">In realtà, non si può parlare di vacanze al plurale, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">ma della “Vacanza”, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">quella dello Spirito, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">che è il contrario del nostro stato abituale. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">La vacanza è uno stato dello Spirito, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">non si tratta di andare da qualche parte, perché possiamo essere in vacanza in ogni momento.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Significa essere disponibili&#8230; Essere!</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><strong><em><span style="font-size: 10.0pt;">Gérard Blitz</span></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avete appena incontrato lo yoga, iniziate ad appassionarvi, e cercate un libro per iniziare a curiosare in questo nuovo mondo? Bene, questo libro è perfetto per voi!</p>
<p>Avete già qualche anno di esperienza e volete una guida che vi aiuti a creare una pratica personale da continuare nei mesi di sospensione dei corsi? Questo è il libro giusto per voi!</p>
<p>Siete praticanti esperti e cercate un testo per approfondire le vostre conoscenze? Certamente questo libro farà al caso vostro!</p>
<p>A questo punto il vostro sguardo si sarà fatto quanto meno curioso se non addirittura sospettoso, come è possibile che un solo libro parli a ogni tipo di praticante a prescindere dal suo livello di esperienza?</p>
<p>Non sono tanti i libri capaci di rivolgersi a persone tanto differenti tra loro, e spesso sono quei libri che non esauriamo mai, che possiamo leggere e rileggere in diversi momenti della nostra vita riscoprendo ogni volta in essi qualcosa di nuovo. “<strong>Il cuore dello yoga</strong>” è tra questi: un libro inesauribile, che compone nelle sue pagine un percorso vastissimo e aperto in diversi sensi e direzioni, nel quale possiamo entrare in ogni momento, sapendo che potremo essere accolti in esso, compresi, proprio così come siamo.</p>
<p>Questa è la chiave di volta non solo della lettura di questo libro, ma dello stesso pensiero sullo yoga che <strong>Desikachar</strong> ci offre: non esiste un riferimento assoluto alla pratica di questa disciplina, piuttosto essa si rivelerà tanto più giusta quanto più vicina alle nostre necessità. E questo perché prima di essere una pratica volta a un perfezionamento di noi stessi, fisico o mentale che sia, è un percorso di conoscenza e di scoperta di ciò che siamo, molto al di là di quanto crediamo di essere.</p>
<p>Per prima cosa Desikachar, riprendendo gli insegnamenti di suo padre, <em>Sri Krishnamacharya</em>, uno dei più importanti yogin e maestri del Sud dell’India del secolo scorso, ci spiega come avvicinarci alla pratica. E lo fa in modo semplice, parlandoci da cuore a cuore, senza mai esprimere un giudizio o generare, con le sue parole, gerarchie di doveri e di valori. Persino la sua etica si dimostra uno spazio abitato con calore e cura, dove i precetti morali non sono mai rigide richieste, ma posture di ascolto.</p>
<p>Partiamo, dunque, da una domanda: cosa stiamo cercando nello yoga? Di cosa abbiamo bisogno? C’è una prima semplice risposta che possiamo darci, una risposta umile, senza grandi pretese, eppure fondamentale a ogni crescita anche spirituale: stare bene.</p>
<p>“Nelle società più antiche lo yoga svolgeva il suo ruolo classico: prevenire le malattie e conservare la salute del gruppo sociale. Quindi, nella nostra società, c’è molto posto per lo yoga, c’è qualcosa che non va e si cerca un rimedio. Non si tratta solo di malattie fisiche, ma anche della perdita della voglia di vivere, dell’incapacità di esprimere il proprio potenziale.”</p>
<p>Così Desikachar arriva in pochi passaggi al cuore della motivazione di molti di noi occidentali, una motivazione che tante volte ci troviamo a denigrare e che pure ci dice qualcosa di molto importante su noi stessi e sul diffuso malessere dentro cui, forse ora più che mai, ci sentiamo immersi. E non soltanto ci permette di accogliere e comprendere la nostra motivazione, ma ci offre una possibilità concreta per prendercene cura, senza chiederci di aderire a nessun modello e a nessun ideale.</p>
<p>“Chiunque sia in grado di respirare e usare le mani è anche in grado di praticare lo yoga.” diceva Krishnamacharya, aprendo in modo assolutamente rivoluzionario per la sua epoca la pratica a tutti, uomini e donne di qualunque età e provenienza sociale, anche in condizione di salute non sempre ottimali.</p>
<p>Una volta entrati nella via, nel cammino dello yoga diventa poi importante trovare una guida, un insegnante, e qui il libro diventa un consigliere prezioso, dandoci sia quegli elementi che ci permettono di riconoscere le qualità di un buon insegnamento (capacità di guardare con attenzione e ascoltare l’altro, così adattare su ciascuno la giusta pratica, è  lo yoga ad adattarsi alla persona e non solo viceversa) che quegli spunti che ci consentono di renderci progressivamente autonomi, sperimentando principi e posture, prendendo confidenza con le architetture sottili che costituiscono una sequenza.</p>
<p>Quando i principi si sono radicati in noi e il nostro tempo dedicato alla pratica cresce, spontaneamente, ci dice Desikachar, iniziano a manifestarsi i suoi frutti, quelle trasformazioni che andiamo cerchiamo e che pure non possiamo ottenere per sola forza di volontà. Iniziamo a vedere e sentire le cose in modo più ampio e profondo, ci scopriamo essere nella meditazione al di là di ogni fare.</p>
<p>Ed è qui che i testi antichi diventano accessibili ad una comprensione non solo intellettuale, ma anche intima, personale, perché in essi diventiamo capaci di riconoscere ciò che ci riguarda direttamente. Ed è questo il percorso più profondo che questo libro ci permette di cogliere, quello dentro il “senso” dello yoga. È a questo livello che ci diventa finalmente chiaro che il fine dello yoga non è il potere, in nessuna forma, ma la pace, una pace che esiste come relazione con tutto ciò che sta dentro e fuori di noi, al di là di ogni concetto di separatezza. Come senso di intimità con noi stessi e con il mondo, a partire da una conoscenza fondata sull’accoglienza e sulla presenza, ma anche su un continuo richiamo all’autenticità.</p>
<p>In questa estate non semplice, dunque, e così densa per tutti noi di prove e riflessioni importanti, il nostro augurio è quello di trovare un tempo che sia davvero tutto per voi, dove staccare e ricaricarvi in una vera e propria vacanza, non soltanto dei sensi, ma anche dello spirito. E siamo certi che questo libro, nel fondo di una borsa o di una valigia, sarà un compagno di viaggio prezioso e un piccolo speciale ingrediente per donare alla vostra vacanza un inaspettato profumo di libertà.</p>
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<p>Testo curato da Virginia Farina per la Scuola di Yoga Centro Natura</p>
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