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	<title>Yoga sutra &#8211; Centro natura</title>
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	<description>il biologico e vegetariano, yoga, pilates, naturopatia, massaggi, sauna</description>
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	<title>Yoga sutra &#8211; Centro natura</title>
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		<title>Yoga la via dell&#8217;esserci</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-la-via-dellesserci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 08:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yoga la via dell&#8217;esserci. Esserci: dalla dispersione all’incontro con noi stessi. E’ un percorso in un terreno senza sentieri lo Yoga. I testi, le indicazioni degli insegnanti e dei Maestri che ci fanno da guida somigliano più alle stelle del cielo che a segni nel terreno. Impariamo ad orientarci e a procedere guardando ora verso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Yoga la via dell&#8217;esserci.</span><br />
</strong></p>
<h3>Esserci: dalla dispersione all’incontro con noi stessi.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-25536" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/12/Esserci_Buddha-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></h3>
<p>E’ un percorso in <strong>un terreno senza sentieri</strong> lo Yoga. I testi, le indicazioni degli insegnanti e dei Maestri che ci fanno da guida somigliano più alle stelle del cielo che a segni nel terreno. Impariamo ad orientarci e a procedere guardando ora verso l’alto, ora verso i nostri piedi. Piedi che corrono, incespicano, inciampano, ci fanno cadere e di nuovo ci sollevano.</p>
<p>Lo Yoga è un percorso che si fa via via più chiaro e semplice man mano che procediamo, ma al tempo stesso più esigente. Sentiamo che a una certa profondità <strong>le parole sembrano non bastarci più</strong> e hanno bisogno allora di essere riprese. Ad una ad una per essere ripulite da tutta la polvere dei sensi comuni e degli automatismi che nel tempo abbiamo lasciato vi si depositassero sopra.</p>
<p>Abbiamo bisogno di parole che accolgano la rotondità e la vividezza dell’esperienza. Termini che non la confinino, che ne rendano la complessità, la contemporaneità di eventi e di opposizioni che in essa dialogano senza conflitto. Forse è proprio per questa ragione che gli Yoga Sutra di Patanjali ancora dopo secoli e secoli sono capaci di parlarci. L’esperienza e la testimonianza dei praticanti di allora non si sono esaurite in descrizioni precise come dogmi. Bensì hanno tracciato <strong>direzioni, piste, da verificare e riscontrare nella dimensione interiore</strong> dell’ascolto come in quella esteriore dell’insegnamento.</p>
<p>Il nostro percorso negli Yoga Sutra entra, dopo aver parlato di Asana, in una sfera più intima. Ci porta in una dimensione dell’interiorità che possiamo comprendere davvero mano a mano che la pratica traduce in esperienze dirette e significati alcuni dei termini più ricorrenti. <em>Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi</em>: concetti che le diverse tradizioni di Yoga hanno caricato di differenti sfumature. Non è questo lo spazio giusto per addentrarci nell’analisi delle diverse interpretazioni. Possiamo sinteticamente dire che <strong>Pranayama</strong> viene riferito al controllo del respiro e quindi alla relazione con esso. <strong>Pratyahara</strong> viene tradotto come un ritirarsi dai sensi. <strong>Dharana</strong> come concentrazione. <strong>Dhyana</strong> come ascolto meditativo. <strong>Samadhi</strong> come quella condizione di liberazione della sofferenza che si sperimenta a compimento del percorso.</p>
<h3>Il corpo come luogo di accensione di uno sguardo nuovo.  <span style="color: #ffffff;">Yoga la via dell&#8217;esserci.</span></h3>
<p>Attraverso l’incontro con <strong>Asana</strong>, dunque, è come se ci fosse un capovolgimento. Una soglia che permette il passaggio dal mondo esterno e dalle nostre relazioni con esso. Possiamo avere accesso alla vastità di un mondo interiore che va al di là della dimensione psichica e biografica per incontrare qualcosa di universale.</p>
<p>Procediamo in questo mondo seguendo il filo sottile del <strong>nostro respiro</strong>, accorgendoci di quanto esso sia intimamente e indissolubilmente connesso con la nostra mente. Quanto più esso diventa profondo e pacificato tanto più la nostra mente torna ad essere chiara e spaziosa. Quanto più diventiamo familiari con esso, tanto più ci scopriamo coscienti e consapevoli del tutto. Non soltanto concentrati, ma, potremmo dire, centrati, capaci di essere <strong>esattamente qui ed esattamente ora</strong>, istante dopo istante.</p>
<p>Così anche se le parole che Patanjali usa, e che ritroviamo nella descrizione del nostro percorso, sono diverse e ben connotate, l’impressione è che siano intimamente legate, e che non possano darsi una senza l’altra. Che non procedano per tappe come ci aspetteremmo, ma si diano tutte, insieme, allo sguardo, come le sfaccettature di un prisma.</p>
<p>Con i nostri brevi testi non abbiamo alcuna pretesa di esaurire quanto si potrebbe dire sugli Yoga Sutra e sul percorso che Patanjali ha definito come Ashtanga Yoga. Non vogliamo in alcun modo arrivare a qualcosa di definitivo. Vorremmo piuttosto far sorgere delle domande, <strong>accompagnare lo sguardo</strong> che respiro dopo respiro diventa più nitido, capace di cogliere, di intuire. Di dirsi. Capace di essere, pienamente, vivo.</p>
<p>Quello che però sappiamo con certezza è che il punto di partenza, ora come centinaia d’anni fa, è il riconoscimento della nostra comune condizione di sofferenza. Al riconoscimento segue il desiderio di superarla, o di trasformarla, dandole un senso. Il difficile momento che stiamo vivendo ci porta a relazionarci con la precarietà della nostra esistenza. E proprio in questo momento anche il solo sfiorare la possibilità di una dimensione così vertiginosamente vasta della vita può essere più che uno svago.<br />
Può essere un dono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-size: 8pt;"><em><span style="font-size: 10pt;">Yoga la via dell&#8217;esserci è un articolo curato da <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2024/09/CV-Virginia-Farina-18_19.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Virginia Farina</a> per le insegnanti della Scuola di Yoga Centro Natura</span> </em></span></h3>
<p><span style="font-size: 10pt;">Leggi i precedenti:  <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/asana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Asana</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-etica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yoga e Etica</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yama-la-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yama, la relazione</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/niyama-la-nostra-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Niyama, la nostra relazione</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il respiro dello Yoga </a></span></p>
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		<title>Asana</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/asana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Asana: il corpo come luogo di esperienza e di conoscenza. C&#8217;è un gesto che quasi tutti compiamo quando qualcuno ci chiede chi siamo. Con un movimento rapido della mano ci indichiamo il petto o tutta l&#8217;estensione della nostra altezza. Eccoci. Da capo a piedi, con tutte quelle caratteristiche che riconosciamo essere tutte nostre, come il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Asana: il corpo come luogo di esperienza e di conoscenza.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-25489" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/11/nigel-tadyanehondo-8Y2VwvuS_e8-unsplash-001-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" />C&#8217;è un <span style="color: #800000;"><strong>gesto</strong></span> che quasi tutti compiamo quando qualcuno ci chiede <strong><span style="color: #800000;">chi siamo</span></strong>.<br />
Con un movimento rapido della mano ci indichiamo il petto o tutta l&#8217;estensione della nostra altezza.<br />
Eccoci.<br />
Da capo a piedi, con tutte quelle caratteristiche che riconosciamo essere tutte nostre, come il colore dei capelli, i lineamenti del viso, le forme del corpo.<br />
Eppure tante volte ciò che indichiamo come noi, ciò che tanto bene crediamo di conoscere, non è che un <span style="color: #800000;"><strong>riflesso esterno</strong></span>. Come quello dello specchio, a cui spesso guardiamo cercando conferme e corrispondenze con le idee e gli ideali che nutriamo su come e su chi dovremmo essere.</p>
<p>Non è difficile riconoscere quante aspettative ci abitino. Tutti, uomini e donne, come un&#8217;istanza a dover essere perennemente giovani, agili, in forze, piacenti e produttivi.  Possiamo riconoscere come spesso la nostra scelta di un&#8217;attività fisica nasca proprio dalla nostra volontà di adeguarci ad un modello di bellezza o di prestanza. Anche l&#8217;approccio allo Yoga risente in molti casi di questa attitudine che mette in luce l&#8217;aspetto più atletico e performativo della pratica attraverso l&#8217;esibizione di corpi giovani e flessuosi impegnati in posizioni spesso anche molto difficili.</p>
<h3>Asana e interezza: la via dello Yoga</h3>
<p>Nei testi più antichi riferiti alla pratica dello Yoga i riferimenti alle posizioni e a tutto ciò che concerne l&#8217;abilità corporea sono in realtà pochi e ben circostanziati. Ci riferiamo in particolare agli <span style="color: #800000;"><strong>Yoga Sutra di Patanjali[1] </strong></span><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a> che nei nostri articoli stiamo poco a poco esplorando (v. <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-etica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Yoga e Etica</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yama-la-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Yama, la relazione</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/niyama-la-nostra-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Niyama, la nostra relazione</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Il respiro dello Yoga</span></a>).</p>
<p>È ben chiaro, fin dalla prima frase. Fin da quel “<em>ora che siete pronti sarete introdotti allo Yoga</em>” (Atha yoga-anusasanam, Y.S. I.1).<br />
È evidente che siamo chiamati in causa in tutta la nostra interezza. Siamo qui, ora, perché il nostro corpo è ora, qui, <span style="color: #800000;"><strong>il luogo della nostra esperienza</strong></span>, lo spazio del nostro essere presenti al mondo, proprio adesso, proprio così.<br />
Paradossalmente è proprio quando siamo richiamati ad esserci totalmente che accorgiamo che non sempre sappiamo davvero chi siamo. Realizziamo che quel corpo che tanto facilmente indichiamo con il nostro nome è spesso un luogo sconosciuto. Un luogo abitato da forze interne ed esterne a noi. Un corpo attraversato e modellato da ciò che facciamo, ma anche da ciò che accade al di là della nostra volontà, come le nostre funzioni vitali.</p>
<h3>Intensità e agio</h3>
<p>Il primo invito che la pratica dello Yoga sembra farci è un invito a fermarci e a domandarci chi siamo. Ci propone di partire dalle condizioni in cui ci troviamo per renderci disponibili a un percorso che poco a poco ci permetterà di riscoprirci più interi.</p>
<p>Tutto, infatti, di noi viene poco a poco interrogato nelle parole di Patanjali. Il nostro sguardo verso il mondo. I nostro comportamento. Le nostre relazioni. I nostri fattori mentali. La nostra postura.</p>
<p>In un&#8217;ottica che non è mai correttiva, ma che in qualche modo vuole <strong><span style="color: #800000;">evidenziare un potenziale umano di crescita e di conoscenza</span></strong>.<br />
L&#8217;aspetto più corporeo ha in questa visione un ruolo centrale. Viene posto al centro per evidenziare che la vita umana non è mai solo vita pensante, ma è vita agita, respirata, incarnata.</p>
<p>Tuttavia bastano poche parole per definire Asana, le posizioni.  Parole che non evidenziano gli aspetti quantitativi, ma qualitativi: sthira-sukham-asanam (Y.S. II. 46).<br />
C&#8217;è Asana quando c&#8217;é <strong>insieme agio e intensità</strong>; quando ci si abita pienamente, ma senza sforzo. C&#8217;è Asana quando <span style="color: #800000;"><strong>il fare e il farsi</strong></span> attraverso il movimento sembrano sospendersi in un equilibrio vivo di istante in istante.</p>
<p>Ci addentriamo qui in un territorio difficile da nominare, che può essere soltanto evocato e riconosciuto, intuito, attraverso l&#8217;esperienza di ciascuno di noi sul tappetino.</p>
<p>Le parole di Patanjali infatti possono risultare enigmatiche o misteriose. Questo soltanto finché la luce della nostra stessa esperienza non le illumina e non restituisce loro concretezza.<br />
Perché sono <span style="color: #800000;"><strong>parole che hanno corpo</strong></span> e che restituiscono al nostro corpo una lingua per dirsi nella sua vastità e nel suo irriducibile mistero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Testo curato da <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2024/09/CV-Virginia-Farina-18_19.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Virgina Farina</a>, per le insegnanti Scuola di Yoga Centro Natura</em></p>
<hr />
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Vi sono innumerevoli traduzioni del testo di Patanjali. Per chi desiderasse approfondire segnaliamo che le  edizioni degli Yoga Sutra a cui qui si fa particolare riferimento sono: <em>Gli YOGA SUTRA di Patanjali &#8211; La coscienza dell&#8217;Essere</em> PRIMA PARTE: Libri I° e II° a cura di Moiz Palaci e Renata Angelini;  <em>Gli YOGA SUTRA di Patanjali &#8211; Uno sguardo nel profondo</em> SECONDA PARTE: Libri III° e IV° a cura di Moiz Palaci e Renata Angelini. Si consiglia anche la lettura dell’edizione a cura di Federico Squarcini e l’approfondimento di Vimala Thakar <em>Lo yoga oltre la meditazione. Sugli Yoga sutra. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt;"><em>Asana &#8211; Scuola di Yoga Bologna</em></span></p>
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		<title>Yama, la relazione</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yama-la-relazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2020 09:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yama, la relazione nello yoga Nel precedente articolo per inaugurare questa rubrica dedicata allo Yoga abbiamo descritto l&#8217;etica come fondamento originario dello Yoga. Vogliamo proseguire. Yoga ed Etica, il primo passo: Yama, la relazione con gli altri. Il percorso nello Yoga così come descritto in una delle sue fonti più antiche a noi note, gli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Yama, la relazione nello yoga</strong></p>
<figure id="attachment_24271" aria-describedby="caption-attachment-24271" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-24271" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/01/Lagho-verdi-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-24271" class="wp-caption-text">Lagho verdi, foto di Virginia Farina</figcaption></figure>
<p>Nel <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-etica/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">precedente articolo</span></a> per inaugurare questa rubrica dedicata allo Yoga abbiamo descritto l&#8217;etica come fondamento originario dello Yoga. Vogliamo proseguire.</p>
<h3>Yoga ed Etica, il primo passo:<br />
Yama, la relazione con gli altri.</h3>
<p>Il percorso nello Yoga così come descritto in una delle sue fonti più antiche a noi note, gli <strong>Yoga Sutra di Patanjali</strong>, inizia sulla soglia della nostra relazione con il mondo.</p>
<p>Prima ancora di parlarci del corpo e del respiro, Patanjali sembra volerci invitare a guardare in profondità per riconoscere innanzi tutto il nostro modo di <strong>relazionarci con la vita. </strong>Lo fa indicandoci cinque principi che definisce universali, radicati cioè nella nostra natura umana <strong>a prescindere da ogni differenza</strong> culturale, dalle condizioni di nascita e persino dall&#8217;epoca nella quale viviamo.<br />
È questo un passaggio importante: cosa fa di noi esseri umani al di là del luogo e del momento in cui siamo nati, delle idee e dei valori che ci sono stati trasmessi?<br />
Possiamo trovare dei punti in comune che facciano da bussole per il nostro cammino collettivo?</p>
<h3>Punti in comune</h3>
<p>Gli Yoga Sutra sembrano dirci che sì, è possibile. Tracciando una mappatura di quello che potremmo definire il funzionamento della nostra mente, <strong>Patanjali indaga le radici della sofferenza</strong> e le possibilità di un suo superamento. Individua, quindi, alcuni principi umani fondamentali, che potremmo definire come possibilità e potenzialità del nostro sguardo sulla realtà e del nostro comportamento. Questi principi sono: <strong>Ahimsa</strong>, la non violenza, <strong>Satya</strong>, l&#8217;autenticità intesa come verità, <strong>Asteya</strong>, il non appropriarsi di ciò che non ci appartiene, <strong>Brahmacarya</strong>, l&#8217;indirizzare le nostre energie verso la comprensione dell&#8217;essenziale, e <strong>Aparigraha</strong>, l&#8217;assenza della smania di possesso.</p>
<p>Patanjali ha un modo davvero speciale di presentare questi principi, non ne fa dei comandamenti, delle indicazioni morali astratte e calate dall&#8217;alto come dogmi. Le sue parole suonano piuttosto come <strong>la testimonianza di un cambiamento interiore</strong>, come l&#8217;osservazione di un diverso e inaspettato punto di vista. Ecco, ad esempio, come parla di Ahimsa, la non violenza: <em>&#8220;Quando si é fermamente stabiliti nella non violenza, l&#8217;ostilità intorno a noi scompare.&#8221;</em></p>
<p>Crediamo che un&#8217;affermazione di questo tipo ci chiami direttamente in causa. <strong>Cosa significa</strong> per noi violenza? Cosa significa ostilità? Quando le percepiamo? In che modo queste condizioni si esprimono nel nostro quotidiano, dal momento in cui lavoriamo, ci relazioniamo con gli altri, al modo stesso con cui arriviamo a praticare Yoga?</p>
<p>Inoltrarsi nella scoperta di questi principi è, a nostro avviso, più vicino ad una <strong>condizione di domanda</strong> che all&#8217;<strong>affermazione di qualcosa di assoluto,</strong> come se quell&#8217;universale che comunque ci abita potesse comprendersi solo a partire dal particolare di ciascuno. E forse è questa la sfida più grande, non aderire a un modello, seppur grandioso, ma fiorire pienamente a partire da ciò che davvero siamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>Testo curato da Virgina Farina, per le insegnanti Scuola di Yoga Centro Natura</em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #808080;">Yama, la relazione &#8211; Yoga a Bologna</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yama-la-relazione/">Yama, la relazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
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