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	<title>Virginia Farina &#8211; Centro natura</title>
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	<description>il biologico e vegetariano, yoga, pilates, naturopatia, massaggi, sauna</description>
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	<title>Virginia Farina &#8211; Centro natura</title>
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		<title>Provviste per l’inverno:  cinque domande sullo Yoga, l’Etica e la Vita a Mariella Lancia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 13:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
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		<category><![CDATA[Etica e yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a cura di Virginia Farina per la Scuola di Yoga Centro Natura Vivi felice, fortemente felice Mariella Lancia &#160; Virginia: Siamo alle soglie di un difficile inverno, e ora più che mai sembra necessario imparare a fare provvista di risorse, non solo materiali, ma anche, e soprattutto, interiori.  Con una bellissima immagine il monaco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a cura<strong> di Virginia Farina</strong> per la Scuola di Yoga Centro Natura</p>
<p style="text-align: right;"><em>Vivi felice, fortemente felice</em><br />
<strong>Mariella Lancia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>:<em> Siamo alle soglie di un difficile inverno, e ora più che mai sembra necessario imparare a fare provvista di risorse, non solo materiali, ma anche, e soprattutto, interiori.  Con una bellissima immagine il monaco zen Thich Nhat Hanh dice che avere cura della nostra mente e del nostro spirito nei periodi in cui siamo sereni somiglia a raccogliere la legna per l’inverno. Lo yoga è un cammino straordinario che ci insegna a coltivare le nostre risorse e al tempo stesso ad aprirci nell’accoglienza dell’inaspettato. Andando alla sua essenza quali credi siano gli elementi più importanti per una “pratica in tempi difficili”?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em><strong>Mariella</strong></em>: Cercherò di essere sintetica. La prima risorsa è proprio quello che dici tu:<strong> l’importanza di avere un sentiero</strong> e una segnaletica. In tempi sottosopra come questi, fortunati coloro che hanno trovato una cornice di riferimento che della vita curi sia gli aspetti esterni (<em>bahiranga</em>) sia quelli interiori <em>(antaranga</em>). Non c’è solo lo yoga ovviamente.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi mi viene in mente una cosa che è totalmente mancata nei due anni e più di pandemia, ossia <strong>la prevenzione</strong>. Abbracciare lo yoga come stile di vita ci rende molto più resistenti rispetto a tutti i tipi di contagio, sia fisico che emotivo, ci sono studi che lo confermano.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Un’altra risorsa che ci offre lo yoga sta nel proporsi come <strong>una pratica, una disciplina</strong>. Infatti non si parla tanto di discepoli quanto di praticanti.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>Abhyasa</em>, l’esercizio quotidiano, è come una zattera che ci aiuta ad attraversare le burrasche di questi tempi. E l’altro pilastro che va sempre in coppia con <em>abhyasa</em>: <em>vairagya</em>, la capacità di vedere sì le cose che accadono ma anche di non farsi risucchiare, di<strong> prendere un po’ le distanze</strong>, che è l’unico modo per potere poi trasformare le situazioni che non vanno.</p>
<p style="padding-left: 40px;">In un tempo come questo di estremismi e di polarizzazioni, lo yoga ci insegna la difficile<strong> arte della sintesi</strong>, di congiunzione degli opposti. Un solo esempio fra tanti. La perfetta postura nello yoga viene definita con questa parola: <em>sthirasukha</em>. È un composto che unisce due atteggiamenti apparentemente diversi, ossia stabilità, padronanza,<strong> fermezza</strong> e nello stesso tempo <strong>scioltezza</strong>, elasticità, distensione.</p>
<p style="padding-left: 40px;">A me sembra che questa potrebbe essere<strong> la postura più adatta anche per attraversare questi tempi difficili</strong>.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Fra le cose più opprimenti che hanno segnato questi ultimi tempi c’è stata<strong> la paura della morte</strong>, come tutti sappiamo. E guarda caso la paura della morte è elencata fra i cinque inquinanti della nostra mente, fonti di tutte le nostre sofferenze, insieme ad attaccamento, avversione, ignoranza (della nostra vera natura) e, anche qui guarda caso, al<strong> senso dell’ego</strong>. Sono chiamati <em>klesa</em> che significa macchie. Che però lo yoga non si limita a elencare, ma fa seguire dalle indicazioni su <strong>come liberarsene</strong> in modo che la nostra visione ritorni limpida e verace.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Accenno a un ultimo aspetto, che sarebbe un vero toccasana per i tempi che stiamo vivendo. Nello yoga tantrico è centrale la capacità di<strong> trasformare anche le cose più negative in mezzi di “salvezza”</strong>, ossia di espansione della coscienza e di elevazione spirituale. Sempre, come dicevamo, attraverso una disciplina molto seria e rigorosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Virginia</em></strong>: <em>Nel tuo percorso di insegnante e di donna emerge una straordinaria pienezza e una grande capacità di tessere insieme ciò che ad altri può sembrare distante, addirittura contraddittorio. Sei la testimonianza vivente di una ricerca incarnata nella complessità del quotidiano, una pratica autentica che si sviluppa all’interno della famiglia e in relazione con il mondo. Quali sono state le tappe più importanti nel tuo percorso nello yoga? Quali limiti e quali slanci hai percepito nella relazione tra pratica e vita?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em><strong>Mariella</strong></em>: Sì, <strong>vivere le contraddizioni</strong>, soffrirle, in primo luogo dentro me stessa. Accettare il duro confronto fra quello che mi proponeva lo yoga e le incoerenze che riscontravo nella mia vita. Immergermi negli eventi anche quando sembravano confutare tutte le mie belle teorie,<strong> stare nella confusione</strong>, nel ribaltamento, attraversare… vogliamo chiamarle delle morti?</p>
<p style="padding-left: 40px;">C’è un primo momento in cui <strong>ci si innamora dello yoga</strong> – o del Buddhismo o della Psicosintesi o del Vangelo &#8211; momento di luce e di grazia. Di grande entusiasmo. Questo è accaduto a me come a tanti altri.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi se veramente questi cammini ci penetrano dentro, si entra, come si suol dire, in crisi. <strong>La crisi può essere più o meno intensa</strong>. Mi sono accorta di come la mia vita non combaciava, ossia non c’era un bacio fra il mio sistema di vita e la ventata di pulizia e di novità che mi portavano questi nuovi cammini. Non ho dovuto fare niente. Ci ha pensato la vita a portarmi in un deserto nel quale sono stata potata, spogliata, scartavetrata, tenuta sull’orlo di un nulla di senso e di identità che ho vissuto davvero come una morte.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi mani, forse ali compassionevoli mi hanno riportata fuori, <strong>cambiata ma inspiegabilmente anche la stessa</strong>. Mi sono ritrovata un po’ con le ossa rotte ma rinfrescata, più disarmata, più consapevole dei miei limiti ma anche di essere sostenuta da un disegno più grande e non sempre decifrabile.<strong> Ho lasciato andare molte cose</strong>, e ho lasciato che altre cose, impensate, mi venissero incontro. Pronta a ricominciare e a risperimentare ma con meno certezze e con ritmi più lenti e distesi.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Fra i molti aspetti della mia vita passata che ho messo in discussione c’è stato anche, sì, <strong>il mio rapporto con la sessualità</strong>. È di qui che sono nati i miei libri sul sesso per ragazzi. In realtà questi libri li ho scritti per me in primo luogo, per la mia bambina interiore che questa educazione non l’aveva ricevuta e che per questo aveva molto sofferto. Come una post-educazione, che mi ha curata e riconciliata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Una parte importante del tuo contributo nella trasmissione dello yoga è stata nel dare nuova luce all’aspetto etico, integrandolo con risolutezza nel lavoro corporeo nel quale molto spesso si esaurisce la visione dello yoga nella nostra cultura, ma anche sottolineando con grande energia la differenza tra la sua visione di etica e la morale comune. Nel tuo percorso hai saputo toccare temi delicatissimi, come la morte e l’accompagnamento al morire, ma anche come la sessualità, rivolgendoti agli adolescenti in modo spigliato e divertente. Senza preconcetti. Tra qualche settimana terrai al Centro Natura un seminario proprio legato all’Etica dello e nello yoga. Cosa significa, dunque, per te vivere in modo etico secondo i principi che lo yoga ci trasmette e ci permette di ritrovare in noi? Credi che questi principi possano ora essere un riferimento per trasformare la crisi attuale in un&#8217;opportunità?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Cosa significa per me: significa un confronto quotidiano, significa il travaglio di <strong>rileggere questi principi alla luce del presente e delle sfide inaudite che ci pongono questi tempi apocalittici</strong>. Significa anche porsi domande che non hanno almeno per ora una risposta. E anche ammettere di poter sbagliare nella scelta dell’azione che discende da questi principi.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Chi avrebbe potuto prevedere, per fare solo alcuni esempi, che gli umani si sarebbero trovati ad <strong>affrontare applicazioni così problematiche</strong> <strong>dell’etica</strong> (la verità, la nonviolenza, l’onestà, il giusto rapporto con la sessualità) come, per fare solo alcuni esempi, l’ingegneria genetica, la maternità surrogata, il suicidio assistito, il transumanesimo (commistione fra uomo e robotica), l’infodemia e la manipolazione dell’informazione sui mezzi di comunicazione di massa?</p>
<p style="padding-left: 40px;">Negli ultimi tempi, di fronte al caos imperante, il mio pensiero sta prendendo sempre di più forma interrogativa. <strong>Le domande, anche se non hanno risposta, guidano la ricerca</strong>. Gli <em>Yogasutra di Patanjali</em> sono un grande generatore di domande.</p>
<p style="padding-left: 40px;">E quanto alla seconda domanda, sì, sono ben convinta che questi principi, come tu dici, possano essere un importante riferimento, direi un riferimento essenziale per <strong>trasformare la crisi attuale in un&#8217;opportunità</strong>. Pensa solo alla scienza: se la scienza non viaggia di pari passo con l’etica (verità, nonviolenza, onestà, integrità) a cosa potremmo andare incontro? E pensa ai nuovi modelli (di politica, di economia, di educazione, di salvaguardia dell’ambiente). Fossero anche i più belli e i più illuminati: se la gente che li applica non è etica, non funzioneranno mai.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Il problema è: <strong>l’etica yogica va aggiornata di fronte agli scottanti dilemmi che ci pone la contemporaneità?</strong> E soprattutto, dietro il travaglio di confrontarsi con questi principi nel tempo e nello spazio cambiandone le interpretazioni e ammettendo anche il rischio di sbagliare: esiste comunque una dimensione assoluta da cui scaturiscono i principi etici e a cui ci possiamo riallacciare?</p>
<p style="padding-left: 40px;">Questo sarà uno dei quesiti a cui lavoreremo nel seminario di ottobre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Ci sono parole di cui abbiamo fortemente bisogno, e che al tempo stesso sono a volte difficili da pronunciare, e due di queste sono spiritualità e religione. Nel tuo libro “Aprire agli occhi all’invisibile” tracci una possibilità di avvicinamento a quel sentire umano profondo che ci connette con ciò che i nostri occhi non possono vedere, e ci mostri come attraverso percorsi diversi, dall’arte alla scienza, dalle religioni monoteiste al buddhismo, si possa coltivare la nostra ricerca di senso. Anche la tua testimonianza cristiana appare in questa prospettiva davvero illuminante. Le tue parole trasmettono una fiducia radicale nell’uomo e nelle diverse vie che ci permettono di cogliere, o forse di essere colti dal mistero, da quell’invisibile che anche nelle situazioni più difficili sembra tracimare dalle nostre paure per aprire inaspettati varchi di libertà. Come può lo yoga coltivare questa fiducia?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Mi fa piacere che tu abbia letto il mio ultimo libro appena uscito. Che si raccorda molto bene al titolo che hai scelto per questa conversazione, Provviste per l’inverno. Infatti senti come ho annunciato l’uscita di questo libro sulle reti sociali:</p>
<p style="padding-left: 40px;">“Nel crollo di tante certezze e nella stretta angosciante dei tempi, continuo come una formichina a mettere da parte cibo per i tempi che verranno, cibo per i nostri ragazzi che, come dice il pedagogista Fabio Alessandri, soffrono di “<strong>malnutrizione animica e spirituale</strong>”.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Certo che lo yoga può contribuire. Infatti l’ho inserito fra i <strong>grandi Maestri di spiritualità</strong> nel capitolo <em>La via maestra dello Yoga</em>. Ne ho le prove. Diversi dei miei allievi di yoga che si erano allontanati dalla religione (intesa in senso istituzionale) hanno riscoperto la spiritualità proprio grazie allo yoga. Che infatti è una via laica, almeno lo yoga classico a cui fanno riferimento la maggior parte delle scuole italiane.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Pensa solo che nel testo fondante <em>Yogasutra di Patanjali</em> non compare mai il nome “Dio” se non nell’accezione di Isvara che non corrisponde al nome di una qualche divinità ma sta a monte delle varie divinità. Infatti è un nome comune che significa signore, e più alla lettera “colui che compie interamente la propria volontà”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Infine una domanda aperta, una pagina bianca su cui tracciare un messaggio da mettere in bottiglia per attraversare il mare: quale eredità di comprensione credi sia fondamentale lasciare al mondo di domani?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Sempre tratto dallo yoga? Di getto, mi viene questo, che però non è solo dello yoga, ma oserei dire di tutte le più importanti vie spirituali. Solo <strong>quattro parole che riassumono il lungo viaggio</strong>, per dirlo con le parole di una bella canzone, <strong>dalle tenebre alla luce</strong>: da asmita a yoga ossia <strong>dalla mente egocentrata e dunque bellica, separata e difesa, alla mente relazionale ossia capace di entrare in relazione e di congiungersi (<em>yuj-</em>) agli altri (<em>Yama</em>), al proprio sé (<em>Niyama</em>) e all’assoluto (<em>Samadhi</em>)</strong>. Al punto in cui siamo non è un optional, ma una scelta obbligata, una necessità di sopravvivenza. Lo yoga ci può aiutare molto in questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt; color: #999999;">Scuola di Yoga Centro Natura</span></p>
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		<title>PERCHé PRATICARE YOGA?</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/perche-praticare-yoga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 13:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; “Nelle società più antiche lo yoga svolgeva il suo ruolo classico: prevenire le malattie e conservare la salute del gruppo sociale. Quindi, nella nostra società, c’è molto posto per lo yoga: c&#8217;è qualcosa che non va e si cerca un rimedio. Non si tratta solo di malattie fisiche, ma anche della perdita della voglia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>“Nelle società più antiche lo yoga svolgeva il suo ruolo classico: prevenire le malattie e conservare la salute del gruppo sociale. Quindi, nella nostra società, c’è molto posto per lo yoga: c&#8217;è qualcosa che non va e si cerca un rimedio. Non si tratta solo di malattie fisiche, ma anche della perdita della voglia di vivere, dell’incapacità di esprimere il proprio potenziale.” Così <em><strong>Desikachar</strong></em>, uno dei maestri indiani più importanti del secolo scorso, parla del ruolo che lo yoga ha avuto nelle società antiche, smitizzandolo, in parte, da quell’aura di pura ricerca dello spirito che spesso lo yoga originario ha nel nostro immaginario. Fin dall’inizio la funzione dello yoga sembra, così, essere davvero molto concreta, <strong>connessa ai bisogni reali delle persone</strong> e a un senso di benessere che dai singoli individui si estende poi alla comunità.</p>
<p>Anche oggi ci avviciniamo allo yoga (quasi) sempre perché qualcosa non va, perché abbiamo un piccolo o grande problema di salute o anche soltanto perché sentiamo il bisogno di migliorare qualcosa nella nostra vita. Se facessimo una rapida ricerca in rete, o una breve intervista ad amici o allievi che praticano yoga, sulle motivazioni per cui si inizia e per cui ancora si continua a frequentare un corso di yoga, avremmo principalmente tre tipi di risposte connesse a tre diverse tipologie di &#8220;problemi&#8221;.</p>
<h3></h3>
<h3>Praticare per il corpo</h3>
<p>In principio fu il mal di schiena. Per una grande maggioranza di praticanti dolori lombari, cifosi, contratture cervicali, dovuti a posture scorrette o a problemi di natura più strutturale, sono i motivi per cui provare lo yoga, spesso dopo tutta una serie di altri tentativi più o meno riusciti. Indubbiamente lo yoga può essere in questi casi di grande sollievo, non sostituendosi, naturalmente, mai a una terapia, ma accompagnandola e in qualche modo rafforzandola attraverso un processo di rieducazione della nostra corporeità. Lo yoga, infatti, ci aiuta a<strong> riprendere contatto con il nostro corpo</strong>, non soltanto attraverso esercizi che permettono alle articolazioni di ritrovare flessibilità e alla muscolatura di accordarsi su un giusto tono, né troppo teso né troppo lasso, ma anche sviluppando in noi quella condizione di ascolto e quella sensibilità che ci consente di cogliere i segnali di benessere e di disagio che continuamente il corpo stesso ci rimanda.</p>
<p>La postura &#8220;corretta&#8221; a cui ci educa lo yoga è, infatti, una <strong>postura interiore</strong>, che non agisce come forza contraria alle abitudini ma ci permette di fiorire gradualmente in una piena espressione fisica. In poche parole lo yoga ci educa a una condizione di salute che non è semplicemente un rimedio a qualcosa che non va, ma piuttosto un atteggiamento di cura più ampio verso noi stessi.</p>
<p>Poi è vero, c&#8217;è anche chi nello yoga cerca la formula magica per diventare più snello (o snella) e farsi un fisico da urlo come quello delle modelle e dei modelli che popolano l&#8217;immaginario di alcune pubblicità esibendosi in asana contorsionistici. Ma attenzione ai fraintendimenti, lo yoga non è roba da danzatrici ventenni. Non sono i corpi ad adattarsi allo yoga ma <strong>è lo yoga che deve adattarsi ai tanti diversi corpi, reali!</strong>, dei praticanti. Quindi difficilmente potrete trasformarvi in una ballerina o un ballerino capace di portare il piede oltre la testa, ma se avrete coraggio e pazienza potrete davvero incontrare uno spazio in cui scoprire ed esprimere il vostro pieno potenziale.</p>
<h3></h3>
<h3>Praticare per la mente</h3>
<p>Un&#8217;altra motivazione ricorrente tra chi si avvicina allo yoga è lo stress, condizione ormai cronica della nostra società, con tutto il corollario di ansia, preoccupazioni, insonnie che lo accompagnano. Sempre di più ci accorgiamo della difficoltà a rilassarci, a lasciar andare fatiche e tensioni fisiche e mentali. <strong>Siamo una società che non riposa e non respira</strong>.</p>
<p>Molti si avvicinano allo yoga partendo da questa consapevolezza e cercando una tecnica che permetta di <strong>allentare la morsa della tensione</strong> e il senso di allerta costante che l’accompagna.</p>
<p>Anche qui è importante chiarire che lo yoga non è e non vuole essere la panacea che cura tutti i mali, e che problemi di natura psicologica hanno bisogno di un approccio specialistico per essere risolti. Tuttavia la pratica può essere un sostegno importante in un percorso che vuole ricreare <strong>condizioni interiori di benessere</strong>. Lo yoga, infatti, ha una visione profondamente integrata di corpo, respiro e mente, e il suo fine è permetterci di ritrovare una relazione profonda tra essi e con essi. Impariamo a stare con il respiro, a riconoscerlo, a restituirgli spazio attraverso un sapiente alternarsi di momenti di tensione e distensione. E quanto più il nostro respiro si fa ampio e profondo, tanto più sentiamo rinascere in noi un senso di calma e pienezza. Questo perché l&#8217;attenzione sul respiro ha la capacità di riportare la mente alla consapevolezza, aiutandola a stare nel presente e ad accordarsi con ciò che c&#8217;è. Smettendo di perdersi in visioni future o in memorie passate, impara a godere di ciò che di nutriente c’è in ogni istante, così da trovare risorse per affrontare anche quei momenti che facili proprio non sono.</p>
<h3>Praticare per lo spirito</h3>
<p>Un approccio alla pratica più delicato, e forse anche meno comune, è quello che <strong>nasce da una ricerca di sé stessi o da un bisogno di senso</strong>, per cui sono le domande esistenziali e filosofiche a fare da guida. Questa dimensione può apparire anche in un secondo momento del nostro percorso nello yoga. Questo è un momento davvero prezioso, in cui ci accorgiamo che la ricerca dello stare bene è qualcosa che va al di là di un mal di schiena o di un momento difficile della nostra vita, che riguarda la nostra condizione umana nel suo modo più radicale. Non c’è esperienza più profonda e universale della sofferenza, della perdita, ed è proprio da questa consapevolezza che i vari cammini spirituali hanno preso inizio, e tra questi lo yoga. Perché si soffre? Da cosa origina il dolore? È possibile superarlo in modo definitivo? Lo yoga non ci offre delle risposte definitive, ma ci accompagna nel lasciar emergere le nostre domande, nel dar loro valore e nel farne motore di una ricerca profonda che non necessariamente deve sfociare in una visione esclusivamente religiosa.</p>
<p>In conclusione potremmo dire che ci si avvicina allo yoga per desiderio, per quella mancanza sottile e a volte difficile da pronunciare che nel desiderio ha la sua espressione. La parola stessa desiderio (composta dalla preposizione de- che in latino ha sempre un&#8217;accezione privativa e dal termine <strong><em>sidus</em> </strong>che significa, letteralmente, stella) ci racconta, infatti, di una tensione antica a qualcosa di altro, e di “alto”, e ci permette di rivalutare il senso stesso del disagio, dello spiacevole, forse anche del dolore che a volte proviamo, per aprirci a una possibilità di trasformazione, piccola o grande che sia.</p>
<p>E la buona notizia è che, pur essendo uno, lo yoga prevede stili e approcci differenti che nascono proprio per incontrare bisogni e personalità diverse. Per questo il nostro augurio è di non aver paura di lasciarsi sperimentare e di <strong>cercare qualcosa di giusto per sé</strong> attraverso le varie possibilità offerte dai centri di yoga.</p>
<p>Questo è proprio il momento giusto per cominciare!</p>
<p>Guarda <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/08/calendario-corsi-e-tariffe-yoga.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui il calendario completo</a> dei corsi yoga di Centro Natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Testo curato da <strong>Virginia Farina</strong> per la Scuola di Yoga Centro Natura</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Consigli di lettura: &#8220;Il cuore dello yoga&#8221; di T. K. V. Desikachar</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/il-cuore-dello-yoga-di-t-k-v-desikachar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 15:11:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>un classico imperdibile per portare lo yoga in vacanza Uno spazio vuoto Come possibilità D’essere, in ascolto Del corpo  Del respiro Dei pensieri In realtà, non si può parlare di vacanze al plurale, ma della “Vacanza”, quella dello Spirito, che è il contrario del nostro stato abituale. La vacanza è uno stato dello Spirito, non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>un classico imperdibile per portare lo yoga in vacanza</h3>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Uno spazio vuoto </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Come possibilità </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">D’essere, in ascolto </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Del corpo </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Del respiro </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Dei pensieri</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">In realtà, non si può parlare di vacanze al plurale, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">ma della “Vacanza”, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">quella dello Spirito, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">che è il contrario del nostro stato abituale. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">La vacanza è uno stato dello Spirito, </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">non si tratta di andare da qualche parte, perché possiamo essere in vacanza in ogni momento.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><span style="font-size: 10.0pt;">Significa essere disponibili&#8230; Essere!</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: left;"><strong><em><span style="font-size: 10.0pt;">Gérard Blitz</span></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avete appena incontrato lo yoga, iniziate ad appassionarvi, e cercate un libro per iniziare a curiosare in questo nuovo mondo? Bene, questo libro è perfetto per voi!</p>
<p>Avete già qualche anno di esperienza e volete una guida che vi aiuti a creare una pratica personale da continuare nei mesi di sospensione dei corsi? Questo è il libro giusto per voi!</p>
<p>Siete praticanti esperti e cercate un testo per approfondire le vostre conoscenze? Certamente questo libro farà al caso vostro!</p>
<p>A questo punto il vostro sguardo si sarà fatto quanto meno curioso se non addirittura sospettoso, come è possibile che un solo libro parli a ogni tipo di praticante a prescindere dal suo livello di esperienza?</p>
<p>Non sono tanti i libri capaci di rivolgersi a persone tanto differenti tra loro, e spesso sono quei libri che non esauriamo mai, che possiamo leggere e rileggere in diversi momenti della nostra vita riscoprendo ogni volta in essi qualcosa di nuovo. “<strong>Il cuore dello yoga</strong>” è tra questi: un libro inesauribile, che compone nelle sue pagine un percorso vastissimo e aperto in diversi sensi e direzioni, nel quale possiamo entrare in ogni momento, sapendo che potremo essere accolti in esso, compresi, proprio così come siamo.</p>
<p>Questa è la chiave di volta non solo della lettura di questo libro, ma dello stesso pensiero sullo yoga che <strong>Desikachar</strong> ci offre: non esiste un riferimento assoluto alla pratica di questa disciplina, piuttosto essa si rivelerà tanto più giusta quanto più vicina alle nostre necessità. E questo perché prima di essere una pratica volta a un perfezionamento di noi stessi, fisico o mentale che sia, è un percorso di conoscenza e di scoperta di ciò che siamo, molto al di là di quanto crediamo di essere.</p>
<p>Per prima cosa Desikachar, riprendendo gli insegnamenti di suo padre, <em>Sri Krishnamacharya</em>, uno dei più importanti yogin e maestri del Sud dell’India del secolo scorso, ci spiega come avvicinarci alla pratica. E lo fa in modo semplice, parlandoci da cuore a cuore, senza mai esprimere un giudizio o generare, con le sue parole, gerarchie di doveri e di valori. Persino la sua etica si dimostra uno spazio abitato con calore e cura, dove i precetti morali non sono mai rigide richieste, ma posture di ascolto.</p>
<p>Partiamo, dunque, da una domanda: cosa stiamo cercando nello yoga? Di cosa abbiamo bisogno? C’è una prima semplice risposta che possiamo darci, una risposta umile, senza grandi pretese, eppure fondamentale a ogni crescita anche spirituale: stare bene.</p>
<p>“Nelle società più antiche lo yoga svolgeva il suo ruolo classico: prevenire le malattie e conservare la salute del gruppo sociale. Quindi, nella nostra società, c’è molto posto per lo yoga, c’è qualcosa che non va e si cerca un rimedio. Non si tratta solo di malattie fisiche, ma anche della perdita della voglia di vivere, dell’incapacità di esprimere il proprio potenziale.”</p>
<p>Così Desikachar arriva in pochi passaggi al cuore della motivazione di molti di noi occidentali, una motivazione che tante volte ci troviamo a denigrare e che pure ci dice qualcosa di molto importante su noi stessi e sul diffuso malessere dentro cui, forse ora più che mai, ci sentiamo immersi. E non soltanto ci permette di accogliere e comprendere la nostra motivazione, ma ci offre una possibilità concreta per prendercene cura, senza chiederci di aderire a nessun modello e a nessun ideale.</p>
<p>“Chiunque sia in grado di respirare e usare le mani è anche in grado di praticare lo yoga.” diceva Krishnamacharya, aprendo in modo assolutamente rivoluzionario per la sua epoca la pratica a tutti, uomini e donne di qualunque età e provenienza sociale, anche in condizione di salute non sempre ottimali.</p>
<p>Una volta entrati nella via, nel cammino dello yoga diventa poi importante trovare una guida, un insegnante, e qui il libro diventa un consigliere prezioso, dandoci sia quegli elementi che ci permettono di riconoscere le qualità di un buon insegnamento (capacità di guardare con attenzione e ascoltare l’altro, così adattare su ciascuno la giusta pratica, è  lo yoga ad adattarsi alla persona e non solo viceversa) che quegli spunti che ci consentono di renderci progressivamente autonomi, sperimentando principi e posture, prendendo confidenza con le architetture sottili che costituiscono una sequenza.</p>
<p>Quando i principi si sono radicati in noi e il nostro tempo dedicato alla pratica cresce, spontaneamente, ci dice Desikachar, iniziano a manifestarsi i suoi frutti, quelle trasformazioni che andiamo cerchiamo e che pure non possiamo ottenere per sola forza di volontà. Iniziamo a vedere e sentire le cose in modo più ampio e profondo, ci scopriamo essere nella meditazione al di là di ogni fare.</p>
<p>Ed è qui che i testi antichi diventano accessibili ad una comprensione non solo intellettuale, ma anche intima, personale, perché in essi diventiamo capaci di riconoscere ciò che ci riguarda direttamente. Ed è questo il percorso più profondo che questo libro ci permette di cogliere, quello dentro il “senso” dello yoga. È a questo livello che ci diventa finalmente chiaro che il fine dello yoga non è il potere, in nessuna forma, ma la pace, una pace che esiste come relazione con tutto ciò che sta dentro e fuori di noi, al di là di ogni concetto di separatezza. Come senso di intimità con noi stessi e con il mondo, a partire da una conoscenza fondata sull’accoglienza e sulla presenza, ma anche su un continuo richiamo all’autenticità.</p>
<p>In questa estate non semplice, dunque, e così densa per tutti noi di prove e riflessioni importanti, il nostro augurio è quello di trovare un tempo che sia davvero tutto per voi, dove staccare e ricaricarvi in una vera e propria vacanza, non soltanto dei sensi, ma anche dello spirito. E siamo certi che questo libro, nel fondo di una borsa o di una valigia, sarà un compagno di viaggio prezioso e un piccolo speciale ingrediente per donare alla vostra vacanza un inaspettato profumo di libertà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testo curato da Virginia Farina per la Scuola di Yoga Centro Natura</p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-34180 alignleft" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-150x150.jpg" alt="" width="163" height="163" srcset="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-150x150.jpg 150w, https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/07/virginia-farina-600x600.jpg 600w" sizes="(max-width: 163px) 100vw, 163px" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-cuore-dello-yoga-di-t-k-v-desikachar/">Consigli di lettura: &#8220;Il cuore dello yoga&#8221; di T. K. V. Desikachar</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
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