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	<title>scuola di yoga &#8211; Centro natura</title>
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	<description>il biologico e vegetariano, yoga, pilates, naturopatia, massaggi, sauna</description>
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	<title>scuola di yoga &#8211; Centro natura</title>
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		<title>Provviste per l’inverno:  cinque domande sullo Yoga, l’Etica e la Vita a Mariella Lancia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 13:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Etica e yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a cura di Virginia Farina per la Scuola di Yoga Centro Natura Vivi felice, fortemente felice Mariella Lancia &#160; Virginia: Siamo alle soglie di un difficile inverno, e ora più che mai sembra necessario imparare a fare provvista di risorse, non solo materiali, ma anche, e soprattutto, interiori.  Con una bellissima immagine il monaco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a cura<strong> di Virginia Farina</strong> per la Scuola di Yoga Centro Natura</p>
<p style="text-align: right;"><em>Vivi felice, fortemente felice</em><br />
<strong>Mariella Lancia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>:<em> Siamo alle soglie di un difficile inverno, e ora più che mai sembra necessario imparare a fare provvista di risorse, non solo materiali, ma anche, e soprattutto, interiori.  Con una bellissima immagine il monaco zen Thich Nhat Hanh dice che avere cura della nostra mente e del nostro spirito nei periodi in cui siamo sereni somiglia a raccogliere la legna per l’inverno. Lo yoga è un cammino straordinario che ci insegna a coltivare le nostre risorse e al tempo stesso ad aprirci nell’accoglienza dell’inaspettato. Andando alla sua essenza quali credi siano gli elementi più importanti per una “pratica in tempi difficili”?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em><strong>Mariella</strong></em>: Cercherò di essere sintetica. La prima risorsa è proprio quello che dici tu:<strong> l’importanza di avere un sentiero</strong> e una segnaletica. In tempi sottosopra come questi, fortunati coloro che hanno trovato una cornice di riferimento che della vita curi sia gli aspetti esterni (<em>bahiranga</em>) sia quelli interiori <em>(antaranga</em>). Non c’è solo lo yoga ovviamente.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi mi viene in mente una cosa che è totalmente mancata nei due anni e più di pandemia, ossia <strong>la prevenzione</strong>. Abbracciare lo yoga come stile di vita ci rende molto più resistenti rispetto a tutti i tipi di contagio, sia fisico che emotivo, ci sono studi che lo confermano.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Un’altra risorsa che ci offre lo yoga sta nel proporsi come <strong>una pratica, una disciplina</strong>. Infatti non si parla tanto di discepoli quanto di praticanti.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>Abhyasa</em>, l’esercizio quotidiano, è come una zattera che ci aiuta ad attraversare le burrasche di questi tempi. E l’altro pilastro che va sempre in coppia con <em>abhyasa</em>: <em>vairagya</em>, la capacità di vedere sì le cose che accadono ma anche di non farsi risucchiare, di<strong> prendere un po’ le distanze</strong>, che è l’unico modo per potere poi trasformare le situazioni che non vanno.</p>
<p style="padding-left: 40px;">In un tempo come questo di estremismi e di polarizzazioni, lo yoga ci insegna la difficile<strong> arte della sintesi</strong>, di congiunzione degli opposti. Un solo esempio fra tanti. La perfetta postura nello yoga viene definita con questa parola: <em>sthirasukha</em>. È un composto che unisce due atteggiamenti apparentemente diversi, ossia stabilità, padronanza,<strong> fermezza</strong> e nello stesso tempo <strong>scioltezza</strong>, elasticità, distensione.</p>
<p style="padding-left: 40px;">A me sembra che questa potrebbe essere<strong> la postura più adatta anche per attraversare questi tempi difficili</strong>.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Fra le cose più opprimenti che hanno segnato questi ultimi tempi c’è stata<strong> la paura della morte</strong>, come tutti sappiamo. E guarda caso la paura della morte è elencata fra i cinque inquinanti della nostra mente, fonti di tutte le nostre sofferenze, insieme ad attaccamento, avversione, ignoranza (della nostra vera natura) e, anche qui guarda caso, al<strong> senso dell’ego</strong>. Sono chiamati <em>klesa</em> che significa macchie. Che però lo yoga non si limita a elencare, ma fa seguire dalle indicazioni su <strong>come liberarsene</strong> in modo che la nostra visione ritorni limpida e verace.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Accenno a un ultimo aspetto, che sarebbe un vero toccasana per i tempi che stiamo vivendo. Nello yoga tantrico è centrale la capacità di<strong> trasformare anche le cose più negative in mezzi di “salvezza”</strong>, ossia di espansione della coscienza e di elevazione spirituale. Sempre, come dicevamo, attraverso una disciplina molto seria e rigorosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Virginia</em></strong>: <em>Nel tuo percorso di insegnante e di donna emerge una straordinaria pienezza e una grande capacità di tessere insieme ciò che ad altri può sembrare distante, addirittura contraddittorio. Sei la testimonianza vivente di una ricerca incarnata nella complessità del quotidiano, una pratica autentica che si sviluppa all’interno della famiglia e in relazione con il mondo. Quali sono state le tappe più importanti nel tuo percorso nello yoga? Quali limiti e quali slanci hai percepito nella relazione tra pratica e vita?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em><strong>Mariella</strong></em>: Sì, <strong>vivere le contraddizioni</strong>, soffrirle, in primo luogo dentro me stessa. Accettare il duro confronto fra quello che mi proponeva lo yoga e le incoerenze che riscontravo nella mia vita. Immergermi negli eventi anche quando sembravano confutare tutte le mie belle teorie,<strong> stare nella confusione</strong>, nel ribaltamento, attraversare… vogliamo chiamarle delle morti?</p>
<p style="padding-left: 40px;">C’è un primo momento in cui <strong>ci si innamora dello yoga</strong> – o del Buddhismo o della Psicosintesi o del Vangelo &#8211; momento di luce e di grazia. Di grande entusiasmo. Questo è accaduto a me come a tanti altri.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi se veramente questi cammini ci penetrano dentro, si entra, come si suol dire, in crisi. <strong>La crisi può essere più o meno intensa</strong>. Mi sono accorta di come la mia vita non combaciava, ossia non c’era un bacio fra il mio sistema di vita e la ventata di pulizia e di novità che mi portavano questi nuovi cammini. Non ho dovuto fare niente. Ci ha pensato la vita a portarmi in un deserto nel quale sono stata potata, spogliata, scartavetrata, tenuta sull’orlo di un nulla di senso e di identità che ho vissuto davvero come una morte.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Poi mani, forse ali compassionevoli mi hanno riportata fuori, <strong>cambiata ma inspiegabilmente anche la stessa</strong>. Mi sono ritrovata un po’ con le ossa rotte ma rinfrescata, più disarmata, più consapevole dei miei limiti ma anche di essere sostenuta da un disegno più grande e non sempre decifrabile.<strong> Ho lasciato andare molte cose</strong>, e ho lasciato che altre cose, impensate, mi venissero incontro. Pronta a ricominciare e a risperimentare ma con meno certezze e con ritmi più lenti e distesi.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Fra i molti aspetti della mia vita passata che ho messo in discussione c’è stato anche, sì, <strong>il mio rapporto con la sessualità</strong>. È di qui che sono nati i miei libri sul sesso per ragazzi. In realtà questi libri li ho scritti per me in primo luogo, per la mia bambina interiore che questa educazione non l’aveva ricevuta e che per questo aveva molto sofferto. Come una post-educazione, che mi ha curata e riconciliata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Una parte importante del tuo contributo nella trasmissione dello yoga è stata nel dare nuova luce all’aspetto etico, integrandolo con risolutezza nel lavoro corporeo nel quale molto spesso si esaurisce la visione dello yoga nella nostra cultura, ma anche sottolineando con grande energia la differenza tra la sua visione di etica e la morale comune. Nel tuo percorso hai saputo toccare temi delicatissimi, come la morte e l’accompagnamento al morire, ma anche come la sessualità, rivolgendoti agli adolescenti in modo spigliato e divertente. Senza preconcetti. Tra qualche settimana terrai al Centro Natura un seminario proprio legato all’Etica dello e nello yoga. Cosa significa, dunque, per te vivere in modo etico secondo i principi che lo yoga ci trasmette e ci permette di ritrovare in noi? Credi che questi principi possano ora essere un riferimento per trasformare la crisi attuale in un&#8217;opportunità?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Cosa significa per me: significa un confronto quotidiano, significa il travaglio di <strong>rileggere questi principi alla luce del presente e delle sfide inaudite che ci pongono questi tempi apocalittici</strong>. Significa anche porsi domande che non hanno almeno per ora una risposta. E anche ammettere di poter sbagliare nella scelta dell’azione che discende da questi principi.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Chi avrebbe potuto prevedere, per fare solo alcuni esempi, che gli umani si sarebbero trovati ad <strong>affrontare applicazioni così problematiche</strong> <strong>dell’etica</strong> (la verità, la nonviolenza, l’onestà, il giusto rapporto con la sessualità) come, per fare solo alcuni esempi, l’ingegneria genetica, la maternità surrogata, il suicidio assistito, il transumanesimo (commistione fra uomo e robotica), l’infodemia e la manipolazione dell’informazione sui mezzi di comunicazione di massa?</p>
<p style="padding-left: 40px;">Negli ultimi tempi, di fronte al caos imperante, il mio pensiero sta prendendo sempre di più forma interrogativa. <strong>Le domande, anche se non hanno risposta, guidano la ricerca</strong>. Gli <em>Yogasutra di Patanjali</em> sono un grande generatore di domande.</p>
<p style="padding-left: 40px;">E quanto alla seconda domanda, sì, sono ben convinta che questi principi, come tu dici, possano essere un importante riferimento, direi un riferimento essenziale per <strong>trasformare la crisi attuale in un&#8217;opportunità</strong>. Pensa solo alla scienza: se la scienza non viaggia di pari passo con l’etica (verità, nonviolenza, onestà, integrità) a cosa potremmo andare incontro? E pensa ai nuovi modelli (di politica, di economia, di educazione, di salvaguardia dell’ambiente). Fossero anche i più belli e i più illuminati: se la gente che li applica non è etica, non funzioneranno mai.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Il problema è: <strong>l’etica yogica va aggiornata di fronte agli scottanti dilemmi che ci pone la contemporaneità?</strong> E soprattutto, dietro il travaglio di confrontarsi con questi principi nel tempo e nello spazio cambiandone le interpretazioni e ammettendo anche il rischio di sbagliare: esiste comunque una dimensione assoluta da cui scaturiscono i principi etici e a cui ci possiamo riallacciare?</p>
<p style="padding-left: 40px;">Questo sarà uno dei quesiti a cui lavoreremo nel seminario di ottobre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Ci sono parole di cui abbiamo fortemente bisogno, e che al tempo stesso sono a volte difficili da pronunciare, e due di queste sono spiritualità e religione. Nel tuo libro “Aprire agli occhi all’invisibile” tracci una possibilità di avvicinamento a quel sentire umano profondo che ci connette con ciò che i nostri occhi non possono vedere, e ci mostri come attraverso percorsi diversi, dall’arte alla scienza, dalle religioni monoteiste al buddhismo, si possa coltivare la nostra ricerca di senso. Anche la tua testimonianza cristiana appare in questa prospettiva davvero illuminante. Le tue parole trasmettono una fiducia radicale nell’uomo e nelle diverse vie che ci permettono di cogliere, o forse di essere colti dal mistero, da quell’invisibile che anche nelle situazioni più difficili sembra tracimare dalle nostre paure per aprire inaspettati varchi di libertà. Come può lo yoga coltivare questa fiducia?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Mi fa piacere che tu abbia letto il mio ultimo libro appena uscito. Che si raccorda molto bene al titolo che hai scelto per questa conversazione, Provviste per l’inverno. Infatti senti come ho annunciato l’uscita di questo libro sulle reti sociali:</p>
<p style="padding-left: 40px;">“Nel crollo di tante certezze e nella stretta angosciante dei tempi, continuo come una formichina a mettere da parte cibo per i tempi che verranno, cibo per i nostri ragazzi che, come dice il pedagogista Fabio Alessandri, soffrono di “<strong>malnutrizione animica e spirituale</strong>”.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Certo che lo yoga può contribuire. Infatti l’ho inserito fra i <strong>grandi Maestri di spiritualità</strong> nel capitolo <em>La via maestra dello Yoga</em>. Ne ho le prove. Diversi dei miei allievi di yoga che si erano allontanati dalla religione (intesa in senso istituzionale) hanno riscoperto la spiritualità proprio grazie allo yoga. Che infatti è una via laica, almeno lo yoga classico a cui fanno riferimento la maggior parte delle scuole italiane.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Pensa solo che nel testo fondante <em>Yogasutra di Patanjali</em> non compare mai il nome “Dio” se non nell’accezione di Isvara che non corrisponde al nome di una qualche divinità ma sta a monte delle varie divinità. Infatti è un nome comune che significa signore, e più alla lettera “colui che compie interamente la propria volontà”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Virginia</strong></em>: <em>Infine una domanda aperta, una pagina bianca su cui tracciare un messaggio da mettere in bottiglia per attraversare il mare: quale eredità di comprensione credi sia fondamentale lasciare al mondo di domani?</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Mariella</strong>: Sempre tratto dallo yoga? Di getto, mi viene questo, che però non è solo dello yoga, ma oserei dire di tutte le più importanti vie spirituali. Solo <strong>quattro parole che riassumono il lungo viaggio</strong>, per dirlo con le parole di una bella canzone, <strong>dalle tenebre alla luce</strong>: da asmita a yoga ossia <strong>dalla mente egocentrata e dunque bellica, separata e difesa, alla mente relazionale ossia capace di entrare in relazione e di congiungersi (<em>yuj-</em>) agli altri (<em>Yama</em>), al proprio sé (<em>Niyama</em>) e all’assoluto (<em>Samadhi</em>)</strong>. Al punto in cui siamo non è un optional, ma una scelta obbligata, una necessità di sopravvivenza. Lo yoga ci può aiutare molto in questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt; color: #999999;">Scuola di Yoga Centro Natura</span></p>
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		<title>PERCHé PRATICARE YOGA?</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/perche-praticare-yoga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 13:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; “Nelle società più antiche lo yoga svolgeva il suo ruolo classico: prevenire le malattie e conservare la salute del gruppo sociale. Quindi, nella nostra società, c’è molto posto per lo yoga: c&#8217;è qualcosa che non va e si cerca un rimedio. Non si tratta solo di malattie fisiche, ma anche della perdita della voglia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>“Nelle società più antiche lo yoga svolgeva il suo ruolo classico: prevenire le malattie e conservare la salute del gruppo sociale. Quindi, nella nostra società, c’è molto posto per lo yoga: c&#8217;è qualcosa che non va e si cerca un rimedio. Non si tratta solo di malattie fisiche, ma anche della perdita della voglia di vivere, dell’incapacità di esprimere il proprio potenziale.” Così <em><strong>Desikachar</strong></em>, uno dei maestri indiani più importanti del secolo scorso, parla del ruolo che lo yoga ha avuto nelle società antiche, smitizzandolo, in parte, da quell’aura di pura ricerca dello spirito che spesso lo yoga originario ha nel nostro immaginario. Fin dall’inizio la funzione dello yoga sembra, così, essere davvero molto concreta, <strong>connessa ai bisogni reali delle persone</strong> e a un senso di benessere che dai singoli individui si estende poi alla comunità.</p>
<p>Anche oggi ci avviciniamo allo yoga (quasi) sempre perché qualcosa non va, perché abbiamo un piccolo o grande problema di salute o anche soltanto perché sentiamo il bisogno di migliorare qualcosa nella nostra vita. Se facessimo una rapida ricerca in rete, o una breve intervista ad amici o allievi che praticano yoga, sulle motivazioni per cui si inizia e per cui ancora si continua a frequentare un corso di yoga, avremmo principalmente tre tipi di risposte connesse a tre diverse tipologie di &#8220;problemi&#8221;.</p>
<h3></h3>
<h3>Praticare per il corpo</h3>
<p>In principio fu il mal di schiena. Per una grande maggioranza di praticanti dolori lombari, cifosi, contratture cervicali, dovuti a posture scorrette o a problemi di natura più strutturale, sono i motivi per cui provare lo yoga, spesso dopo tutta una serie di altri tentativi più o meno riusciti. Indubbiamente lo yoga può essere in questi casi di grande sollievo, non sostituendosi, naturalmente, mai a una terapia, ma accompagnandola e in qualche modo rafforzandola attraverso un processo di rieducazione della nostra corporeità. Lo yoga, infatti, ci aiuta a<strong> riprendere contatto con il nostro corpo</strong>, non soltanto attraverso esercizi che permettono alle articolazioni di ritrovare flessibilità e alla muscolatura di accordarsi su un giusto tono, né troppo teso né troppo lasso, ma anche sviluppando in noi quella condizione di ascolto e quella sensibilità che ci consente di cogliere i segnali di benessere e di disagio che continuamente il corpo stesso ci rimanda.</p>
<p>La postura &#8220;corretta&#8221; a cui ci educa lo yoga è, infatti, una <strong>postura interiore</strong>, che non agisce come forza contraria alle abitudini ma ci permette di fiorire gradualmente in una piena espressione fisica. In poche parole lo yoga ci educa a una condizione di salute che non è semplicemente un rimedio a qualcosa che non va, ma piuttosto un atteggiamento di cura più ampio verso noi stessi.</p>
<p>Poi è vero, c&#8217;è anche chi nello yoga cerca la formula magica per diventare più snello (o snella) e farsi un fisico da urlo come quello delle modelle e dei modelli che popolano l&#8217;immaginario di alcune pubblicità esibendosi in asana contorsionistici. Ma attenzione ai fraintendimenti, lo yoga non è roba da danzatrici ventenni. Non sono i corpi ad adattarsi allo yoga ma <strong>è lo yoga che deve adattarsi ai tanti diversi corpi, reali!</strong>, dei praticanti. Quindi difficilmente potrete trasformarvi in una ballerina o un ballerino capace di portare il piede oltre la testa, ma se avrete coraggio e pazienza potrete davvero incontrare uno spazio in cui scoprire ed esprimere il vostro pieno potenziale.</p>
<h3></h3>
<h3>Praticare per la mente</h3>
<p>Un&#8217;altra motivazione ricorrente tra chi si avvicina allo yoga è lo stress, condizione ormai cronica della nostra società, con tutto il corollario di ansia, preoccupazioni, insonnie che lo accompagnano. Sempre di più ci accorgiamo della difficoltà a rilassarci, a lasciar andare fatiche e tensioni fisiche e mentali. <strong>Siamo una società che non riposa e non respira</strong>.</p>
<p>Molti si avvicinano allo yoga partendo da questa consapevolezza e cercando una tecnica che permetta di <strong>allentare la morsa della tensione</strong> e il senso di allerta costante che l’accompagna.</p>
<p>Anche qui è importante chiarire che lo yoga non è e non vuole essere la panacea che cura tutti i mali, e che problemi di natura psicologica hanno bisogno di un approccio specialistico per essere risolti. Tuttavia la pratica può essere un sostegno importante in un percorso che vuole ricreare <strong>condizioni interiori di benessere</strong>. Lo yoga, infatti, ha una visione profondamente integrata di corpo, respiro e mente, e il suo fine è permetterci di ritrovare una relazione profonda tra essi e con essi. Impariamo a stare con il respiro, a riconoscerlo, a restituirgli spazio attraverso un sapiente alternarsi di momenti di tensione e distensione. E quanto più il nostro respiro si fa ampio e profondo, tanto più sentiamo rinascere in noi un senso di calma e pienezza. Questo perché l&#8217;attenzione sul respiro ha la capacità di riportare la mente alla consapevolezza, aiutandola a stare nel presente e ad accordarsi con ciò che c&#8217;è. Smettendo di perdersi in visioni future o in memorie passate, impara a godere di ciò che di nutriente c’è in ogni istante, così da trovare risorse per affrontare anche quei momenti che facili proprio non sono.</p>
<h3>Praticare per lo spirito</h3>
<p>Un approccio alla pratica più delicato, e forse anche meno comune, è quello che <strong>nasce da una ricerca di sé stessi o da un bisogno di senso</strong>, per cui sono le domande esistenziali e filosofiche a fare da guida. Questa dimensione può apparire anche in un secondo momento del nostro percorso nello yoga. Questo è un momento davvero prezioso, in cui ci accorgiamo che la ricerca dello stare bene è qualcosa che va al di là di un mal di schiena o di un momento difficile della nostra vita, che riguarda la nostra condizione umana nel suo modo più radicale. Non c’è esperienza più profonda e universale della sofferenza, della perdita, ed è proprio da questa consapevolezza che i vari cammini spirituali hanno preso inizio, e tra questi lo yoga. Perché si soffre? Da cosa origina il dolore? È possibile superarlo in modo definitivo? Lo yoga non ci offre delle risposte definitive, ma ci accompagna nel lasciar emergere le nostre domande, nel dar loro valore e nel farne motore di una ricerca profonda che non necessariamente deve sfociare in una visione esclusivamente religiosa.</p>
<p>In conclusione potremmo dire che ci si avvicina allo yoga per desiderio, per quella mancanza sottile e a volte difficile da pronunciare che nel desiderio ha la sua espressione. La parola stessa desiderio (composta dalla preposizione de- che in latino ha sempre un&#8217;accezione privativa e dal termine <strong><em>sidus</em> </strong>che significa, letteralmente, stella) ci racconta, infatti, di una tensione antica a qualcosa di altro, e di “alto”, e ci permette di rivalutare il senso stesso del disagio, dello spiacevole, forse anche del dolore che a volte proviamo, per aprirci a una possibilità di trasformazione, piccola o grande che sia.</p>
<p>E la buona notizia è che, pur essendo uno, lo yoga prevede stili e approcci differenti che nascono proprio per incontrare bisogni e personalità diverse. Per questo il nostro augurio è di non aver paura di lasciarsi sperimentare e di <strong>cercare qualcosa di giusto per sé</strong> attraverso le varie possibilità offerte dai centri di yoga.</p>
<p>Questo è proprio il momento giusto per cominciare!</p>
<p>Guarda <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/08/calendario-corsi-e-tariffe-yoga.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui il calendario completo</a> dei corsi yoga di Centro Natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Testo curato da <strong>Virginia Farina</strong> per la Scuola di Yoga Centro Natura</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il respiro della parola. Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani, di Virginia Farina.</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-della-parola-intervista-alla-poetessa-chandra-livia-candiani-di-virginia-farina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2022 08:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
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		<category><![CDATA[Centro Natura Sport e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il respiro della parola. Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani, di Virginia Farina. Il futuro come il passato sono parte del presente. Un presente senza memoria è colpevole, senza sogni è arido, fa torto al mondo che è tutto un sogno. Il presente non è il contingente, è vastissimo. Si può progettare nel presente, sognare, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-della-parola-intervista-alla-poetessa-chandra-livia-candiani-di-virginia-farina/">Il respiro della parola. Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani, di Virginia Farina.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Il respiro della parola. </em>Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani, di Virginia Farina.</h2>
<p><em>Il futuro come il passato sono parte del presente. </em><em>Un presente senza memoria è colpevole, senza sogni è arido, fa torto al mondo che è tutto un sogno. Il presente non è il contingente, è vastissimo. Si può progettare nel presente, sognare, comprendere le direzioni del desiderio, scegliere. </em></p>
<p><em>Ma c’è un futuro che vogliamo imporre al presente che non è altro che ripetizione del passato, questo sì va lasciato sgretolare. Il futuro è fiducia, fiducia che ben seminando si raccoglie, prima o poi. L’importante è seminare con piacere, con raccoglimento, con intensità. </em></p>
<p><em>Il non sapere non è ignorare e non è tecnica di sopravvivenza, il non sapere c’è e abbandonarsi al suo flusso è come seguire un battito nel buio, fa tornare a casa, nella fiducia primaria del vivente. E non trascura l’azione, sentire il presente, è accordarsi con l’azione intonata al momento e al luogo. E parte di questa azione è anche ritirarsi. Si può essere stanchi a una certa età della ripetizione e ritirarsi è opera buona, da lontano si possono fare tante azioni intonate e invisibili che tessono il bene senza appropriarsene, di nascosto.</em></p>
<p>In un momento tanto difficile, dove il presente sembra restringersi in una prospettiva stretta e spaventosa, abbiamo bisogno del respiro grande e profondo della poesia per riconoscere il dolore, il male che proviamo, per dargli voce, ma anche per ritrovare ciò che di nutriente, di vitale ancora continua ad esserci, proprio qui, proprio in questo momento. Chandra Livia Candiani ha la capacità straordinaria di donare parole limpide e affilate, di condurci come in una lenta ma incalzante meditazione, proprio al punto in cui siamo. Permettendoci di osservare, con occhi nuovi, ogni cosa intorno.</p>
<p>In questa intervista dialoga con Virginia Farina per la Fanzine bolognese Versante Ripido. Partendo da alcuni spunti dei suoi libri, <em>Il silenzio è cosa viva</em> e<em> Questo immenso non sapere</em>, ci mostra come meditazione e poesia, ascolto e silenzio, siano, in fondo, battiti di un solo immenso respiro.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p><a href="https://fanzine.versanteripido.it/il-respiro-della-parola-dialogo-con-chandra-livia-candiani-di-virginia-farina/" target="_blank" rel="noopener">https://fanzine.versanteripido.it/il-respiro-della-parola-dialogo-con-chandra-livia-candiani-di-virginia-farina/</a></p>
<h2><em> </em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/04/IMG_5515lavcartaid-copy.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-33403" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2022/04/IMG_5515lavcartaid-copy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Virginia Farina</strong>: poetessa ed insegnante di <em>Yoga e Meditazione </em>nella Scuola di Yoga di Centro Natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt; color: #999999;">Intervista alla poetessa Chandra Livia Candiani</span></p>
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		<title>Oltre la pratica una meditazione</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/oltre-la-pratica-una-meditazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 15:04:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[oltre la pratica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le insegnanti di Yoga ti invitano al prossimo appuntamento di Oltre la Pratica una meditazione condotta in sinergia da tutte loro. ⇒ venerdì 17 dicembre 2021  ore 20:45-21:45 Meditazione di consapevolezza Incontro gratuito, aperto a tutti. Si svolge sia in sede, nella sala del Camino, che online su piattaforma zoom. E’ necessaria la prenotazione entro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le insegnanti di Yoga ti invitano al prossimo appuntamento di <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga/oltre-la-pratica/" target="_blank" rel="noopener">Oltre la Pratica</a> una meditazione condotta in sinergia da tutte loro.</p>
<p><em>⇒ venerdì 17 dicembre 2021  ore 20:45-21:45</em><br />
<a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2021/12/Oltre-la-pratica_meditazione_17.12_A4.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Meditazione di consapevolezza </strong></a></p>
<p>Incontro gratuito, aperto a tutti.<br />
Si svolge sia in sede, nella sala del Camino, che online su piattaforma zoom.</p>
<p>E’ necessaria la <em>prenotazione entro giovedì 16 dicembre</em>.<br />
Per ricevere invito al collegamento occorre inviare richiesta a <a href="mailto:yoga@centronatura.it" target="_blank" rel="noopener">yoga@centronatura.it</a></p>
<p>N.B.: abiti comodi e portare tappetino, coperta e cuscino personale</p>
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		<title>Yoga la via dell&#8217;esserci</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-la-via-dellesserci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 08:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
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		<category><![CDATA[Samadhi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yoga la via dell&#8217;esserci. Esserci: dalla dispersione all’incontro con noi stessi. E’ un percorso in un terreno senza sentieri lo Yoga. I testi, le indicazioni degli insegnanti e dei Maestri che ci fanno da guida somigliano più alle stelle del cielo che a segni nel terreno. Impariamo ad orientarci e a procedere guardando ora verso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Yoga la via dell&#8217;esserci.</span><br />
</strong></p>
<h3>Esserci: dalla dispersione all’incontro con noi stessi.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-25536" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/12/Esserci_Buddha-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></h3>
<p>E’ un percorso in <strong>un terreno senza sentieri</strong> lo Yoga. I testi, le indicazioni degli insegnanti e dei Maestri che ci fanno da guida somigliano più alle stelle del cielo che a segni nel terreno. Impariamo ad orientarci e a procedere guardando ora verso l’alto, ora verso i nostri piedi. Piedi che corrono, incespicano, inciampano, ci fanno cadere e di nuovo ci sollevano.</p>
<p>Lo Yoga è un percorso che si fa via via più chiaro e semplice man mano che procediamo, ma al tempo stesso più esigente. Sentiamo che a una certa profondità <strong>le parole sembrano non bastarci più</strong> e hanno bisogno allora di essere riprese. Ad una ad una per essere ripulite da tutta la polvere dei sensi comuni e degli automatismi che nel tempo abbiamo lasciato vi si depositassero sopra.</p>
<p>Abbiamo bisogno di parole che accolgano la rotondità e la vividezza dell’esperienza. Termini che non la confinino, che ne rendano la complessità, la contemporaneità di eventi e di opposizioni che in essa dialogano senza conflitto. Forse è proprio per questa ragione che gli Yoga Sutra di Patanjali ancora dopo secoli e secoli sono capaci di parlarci. L’esperienza e la testimonianza dei praticanti di allora non si sono esaurite in descrizioni precise come dogmi. Bensì hanno tracciato <strong>direzioni, piste, da verificare e riscontrare nella dimensione interiore</strong> dell’ascolto come in quella esteriore dell’insegnamento.</p>
<p>Il nostro percorso negli Yoga Sutra entra, dopo aver parlato di Asana, in una sfera più intima. Ci porta in una dimensione dell’interiorità che possiamo comprendere davvero mano a mano che la pratica traduce in esperienze dirette e significati alcuni dei termini più ricorrenti. <em>Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi</em>: concetti che le diverse tradizioni di Yoga hanno caricato di differenti sfumature. Non è questo lo spazio giusto per addentrarci nell’analisi delle diverse interpretazioni. Possiamo sinteticamente dire che <strong>Pranayama</strong> viene riferito al controllo del respiro e quindi alla relazione con esso. <strong>Pratyahara</strong> viene tradotto come un ritirarsi dai sensi. <strong>Dharana</strong> come concentrazione. <strong>Dhyana</strong> come ascolto meditativo. <strong>Samadhi</strong> come quella condizione di liberazione della sofferenza che si sperimenta a compimento del percorso.</p>
<h3>Il corpo come luogo di accensione di uno sguardo nuovo.  <span style="color: #ffffff;">Yoga la via dell&#8217;esserci.</span></h3>
<p>Attraverso l’incontro con <strong>Asana</strong>, dunque, è come se ci fosse un capovolgimento. Una soglia che permette il passaggio dal mondo esterno e dalle nostre relazioni con esso. Possiamo avere accesso alla vastità di un mondo interiore che va al di là della dimensione psichica e biografica per incontrare qualcosa di universale.</p>
<p>Procediamo in questo mondo seguendo il filo sottile del <strong>nostro respiro</strong>, accorgendoci di quanto esso sia intimamente e indissolubilmente connesso con la nostra mente. Quanto più esso diventa profondo e pacificato tanto più la nostra mente torna ad essere chiara e spaziosa. Quanto più diventiamo familiari con esso, tanto più ci scopriamo coscienti e consapevoli del tutto. Non soltanto concentrati, ma, potremmo dire, centrati, capaci di essere <strong>esattamente qui ed esattamente ora</strong>, istante dopo istante.</p>
<p>Così anche se le parole che Patanjali usa, e che ritroviamo nella descrizione del nostro percorso, sono diverse e ben connotate, l’impressione è che siano intimamente legate, e che non possano darsi una senza l’altra. Che non procedano per tappe come ci aspetteremmo, ma si diano tutte, insieme, allo sguardo, come le sfaccettature di un prisma.</p>
<p>Con i nostri brevi testi non abbiamo alcuna pretesa di esaurire quanto si potrebbe dire sugli Yoga Sutra e sul percorso che Patanjali ha definito come Ashtanga Yoga. Non vogliamo in alcun modo arrivare a qualcosa di definitivo. Vorremmo piuttosto far sorgere delle domande, <strong>accompagnare lo sguardo</strong> che respiro dopo respiro diventa più nitido, capace di cogliere, di intuire. Di dirsi. Capace di essere, pienamente, vivo.</p>
<p>Quello che però sappiamo con certezza è che il punto di partenza, ora come centinaia d’anni fa, è il riconoscimento della nostra comune condizione di sofferenza. Al riconoscimento segue il desiderio di superarla, o di trasformarla, dandole un senso. Il difficile momento che stiamo vivendo ci porta a relazionarci con la precarietà della nostra esistenza. E proprio in questo momento anche il solo sfiorare la possibilità di una dimensione così vertiginosamente vasta della vita può essere più che uno svago.<br />
Può essere un dono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-size: 8pt;"><em><span style="font-size: 10pt;">Yoga la via dell&#8217;esserci è un articolo curato da <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2024/09/CV-Virginia-Farina-18_19.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Virginia Farina</a> per le insegnanti della Scuola di Yoga Centro Natura</span> </em></span></h3>
<p><span style="font-size: 10pt;">Leggi i precedenti:  <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/asana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Asana</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-etica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yoga e Etica</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yama-la-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yama, la relazione</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/niyama-la-nostra-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Niyama, la nostra relazione</a> – <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il respiro dello Yoga </a></span></p>
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		<title>Asana</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/asana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola di yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Asana: il corpo come luogo di esperienza e di conoscenza. C&#8217;è un gesto che quasi tutti compiamo quando qualcuno ci chiede chi siamo. Con un movimento rapido della mano ci indichiamo il petto o tutta l&#8217;estensione della nostra altezza. Eccoci. Da capo a piedi, con tutte quelle caratteristiche che riconosciamo essere tutte nostre, come il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Asana: il corpo come luogo di esperienza e di conoscenza.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-25489" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/11/nigel-tadyanehondo-8Y2VwvuS_e8-unsplash-001-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" />C&#8217;è un <span style="color: #800000;"><strong>gesto</strong></span> che quasi tutti compiamo quando qualcuno ci chiede <strong><span style="color: #800000;">chi siamo</span></strong>.<br />
Con un movimento rapido della mano ci indichiamo il petto o tutta l&#8217;estensione della nostra altezza.<br />
Eccoci.<br />
Da capo a piedi, con tutte quelle caratteristiche che riconosciamo essere tutte nostre, come il colore dei capelli, i lineamenti del viso, le forme del corpo.<br />
Eppure tante volte ciò che indichiamo come noi, ciò che tanto bene crediamo di conoscere, non è che un <span style="color: #800000;"><strong>riflesso esterno</strong></span>. Come quello dello specchio, a cui spesso guardiamo cercando conferme e corrispondenze con le idee e gli ideali che nutriamo su come e su chi dovremmo essere.</p>
<p>Non è difficile riconoscere quante aspettative ci abitino. Tutti, uomini e donne, come un&#8217;istanza a dover essere perennemente giovani, agili, in forze, piacenti e produttivi.  Possiamo riconoscere come spesso la nostra scelta di un&#8217;attività fisica nasca proprio dalla nostra volontà di adeguarci ad un modello di bellezza o di prestanza. Anche l&#8217;approccio allo Yoga risente in molti casi di questa attitudine che mette in luce l&#8217;aspetto più atletico e performativo della pratica attraverso l&#8217;esibizione di corpi giovani e flessuosi impegnati in posizioni spesso anche molto difficili.</p>
<h3>Asana e interezza: la via dello Yoga</h3>
<p>Nei testi più antichi riferiti alla pratica dello Yoga i riferimenti alle posizioni e a tutto ciò che concerne l&#8217;abilità corporea sono in realtà pochi e ben circostanziati. Ci riferiamo in particolare agli <span style="color: #800000;"><strong>Yoga Sutra di Patanjali[1] </strong></span><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a> che nei nostri articoli stiamo poco a poco esplorando (v. <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-etica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Yoga e Etica</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yama-la-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Yama, la relazione</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/niyama-la-nostra-relazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Niyama, la nostra relazione</span></a> &#8211; <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;">Il respiro dello Yoga</span></a>).</p>
<p>È ben chiaro, fin dalla prima frase. Fin da quel “<em>ora che siete pronti sarete introdotti allo Yoga</em>” (Atha yoga-anusasanam, Y.S. I.1).<br />
È evidente che siamo chiamati in causa in tutta la nostra interezza. Siamo qui, ora, perché il nostro corpo è ora, qui, <span style="color: #800000;"><strong>il luogo della nostra esperienza</strong></span>, lo spazio del nostro essere presenti al mondo, proprio adesso, proprio così.<br />
Paradossalmente è proprio quando siamo richiamati ad esserci totalmente che accorgiamo che non sempre sappiamo davvero chi siamo. Realizziamo che quel corpo che tanto facilmente indichiamo con il nostro nome è spesso un luogo sconosciuto. Un luogo abitato da forze interne ed esterne a noi. Un corpo attraversato e modellato da ciò che facciamo, ma anche da ciò che accade al di là della nostra volontà, come le nostre funzioni vitali.</p>
<h3>Intensità e agio</h3>
<p>Il primo invito che la pratica dello Yoga sembra farci è un invito a fermarci e a domandarci chi siamo. Ci propone di partire dalle condizioni in cui ci troviamo per renderci disponibili a un percorso che poco a poco ci permetterà di riscoprirci più interi.</p>
<p>Tutto, infatti, di noi viene poco a poco interrogato nelle parole di Patanjali. Il nostro sguardo verso il mondo. I nostro comportamento. Le nostre relazioni. I nostri fattori mentali. La nostra postura.</p>
<p>In un&#8217;ottica che non è mai correttiva, ma che in qualche modo vuole <strong><span style="color: #800000;">evidenziare un potenziale umano di crescita e di conoscenza</span></strong>.<br />
L&#8217;aspetto più corporeo ha in questa visione un ruolo centrale. Viene posto al centro per evidenziare che la vita umana non è mai solo vita pensante, ma è vita agita, respirata, incarnata.</p>
<p>Tuttavia bastano poche parole per definire Asana, le posizioni.  Parole che non evidenziano gli aspetti quantitativi, ma qualitativi: sthira-sukham-asanam (Y.S. II. 46).<br />
C&#8217;è Asana quando c&#8217;é <strong>insieme agio e intensità</strong>; quando ci si abita pienamente, ma senza sforzo. C&#8217;è Asana quando <span style="color: #800000;"><strong>il fare e il farsi</strong></span> attraverso il movimento sembrano sospendersi in un equilibrio vivo di istante in istante.</p>
<p>Ci addentriamo qui in un territorio difficile da nominare, che può essere soltanto evocato e riconosciuto, intuito, attraverso l&#8217;esperienza di ciascuno di noi sul tappetino.</p>
<p>Le parole di Patanjali infatti possono risultare enigmatiche o misteriose. Questo soltanto finché la luce della nostra stessa esperienza non le illumina e non restituisce loro concretezza.<br />
Perché sono <span style="color: #800000;"><strong>parole che hanno corpo</strong></span> e che restituiscono al nostro corpo una lingua per dirsi nella sua vastità e nel suo irriducibile mistero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Testo curato da <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2024/09/CV-Virginia-Farina-18_19.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Virgina Farina</a>, per le insegnanti Scuola di Yoga Centro Natura</em></p>
<hr />
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Vi sono innumerevoli traduzioni del testo di Patanjali. Per chi desiderasse approfondire segnaliamo che le  edizioni degli Yoga Sutra a cui qui si fa particolare riferimento sono: <em>Gli YOGA SUTRA di Patanjali &#8211; La coscienza dell&#8217;Essere</em> PRIMA PARTE: Libri I° e II° a cura di Moiz Palaci e Renata Angelini;  <em>Gli YOGA SUTRA di Patanjali &#8211; Uno sguardo nel profondo</em> SECONDA PARTE: Libri III° e IV° a cura di Moiz Palaci e Renata Angelini. Si consiglia anche la lettura dell’edizione a cura di Federico Squarcini e l’approfondimento di Vimala Thakar <em>Lo yoga oltre la meditazione. Sugli Yoga sutra. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt;"><em>Asana &#8211; Scuola di Yoga Bologna</em></span></p>
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		<title>Il respiro dello Yoga</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Patanjali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il respiro dello Yoga Sono passati sette mesi dal nostro ultimo post dedicato al cammino dello Yoga. Sette lunghissimi mesi che nel vissuto di molti di noi hanno avuto il peso di anni e che hanno stravolto non poco abitudini e punti di riferimento. Ora, dopo il tempo della giusta sospensione, poco a poco proviamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale/il-respiro-dello-yoga/">Il respiro dello Yoga</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://centronatura.it/benessere-naturale">Centro natura</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il respiro dello Yoga</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-25415" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/10/onde-oceano-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />Sono passati sette mesi dal nostro ultimo post dedicato al cammino dello Yoga. Sette lunghissimi mesi che nel vissuto di molti di noi hanno avuto il peso di anni e che hanno stravolto non poco abitudini e punti di riferimento.</p>
<p>Ora, dopo il tempo della giusta sospensione, poco a poco proviamo a ripartire. Ripartiamo nella consapevolezza delle difficoltà che questo comporta, ma anche dell&#8217;importanza di ricucire alla vita il filo della pratica. Perché praticare in un momento tanto delicato può diventare un sostegno ancora più prezioso.</p>
<h3>Perché lo Yoga?</h3>
<p>È proprio quando siamo in difficoltà, infatti, che abbiamo l&#8217;opportunità preziosa di andare più in profondità. Non dare per scontato nessun dettaglio della nostra quotidianità, distinguendo tra ciò che davvero ci nutre e ciò che non é più così necessario. È allora che davvero possiamo domandarci il senso che diamo alle cose che facciamo: perché abbiamo scelto lo Yoga tra mille possibilità? Che significato ha per noi? Cosa stiamo imparando di noi e del mondo attraverso la sua pratica?</p>
<p>È da qui che vorremmo ripartire per ritrovare le parole antiche di Patanjali e la sua grande eredità nella visione dello Yoga. Ora abbiamo tutti la grande opportunità di interrogarci come fecero gli Yoga Sutra. Identificare ciò che ci crea sofferenza, e ciò che, pur nella sofferenza  ci permette di non essere trascinati via dalla corrente. Ed é proprio su questa soglia che la via dello Yoga si apre. Ci permette di fare un passo &#8220;in dentro&#8221; e di scoprire il mondo complesso che ci abita e che spesso esauriamo dandogli l&#8217;etichetta di &#8220;io&#8221;.</p>
<h3>Il respiro dello Yoga, presenza</h3>
<p>Lo Yoga non ci propone però alcuna soluzione, semplicemente ci accompagna al presente. Ci chiede di esserci, istante per istante, facendo amicizia con le possibilità del nostro corpo. Ci induce ad imparare ad osservare e conoscere il nostro respiro, e arrivando, attraverso di esso, a conoscere la nostra mente e il suo potenziale.</p>
<p>Patanjali usa l&#8217;immagine di una sospensione per parlarci di questo presente. Yoga é l&#8217;acquietarsi delle onde che continuamente si accavallano nella nostra percezione. Yoga é quell&#8217;esserci pienamente che sperimentiamo quando non siamo travolti dal passato né in ansia per il futuro, ma siamo qui, ora, precisamente. E al tempo stesso Yoga é la via che poco a poco ci conduce a quel luogo interiore in cui davvero siamo presenti, disponibili e aperti, in cui ritorniamo uno col respiro, uno con la vita.</p>
<p>I cambiamenti che stiamo vivendo in tutta la loro complessità sembrano a volte toglierci il fiato. Per questo l&#8217;augurio che possiamo farci in questo nuovo inizio, un augurio che somiglia forse più a un invito, é che lo Yoga possa continuare ad essere il luogo in cui continuare a restituire respiro alla nostra vita.</p>
<p>Insieme, uniti, al di là di tutte le distanze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Testo curato da <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2024/09/CV-Virginia-Farina-18_19.pdf" target="_blank" rel="noopener">Virgina Farina</a>, per le insegnanti Scuola di Yoga Centro Natura</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #999999;"><em>Il respiro dello Yoga a Bologna</em></span></p>
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		<title>Yoga ai tempi del corona virus</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-ai-tempi-del-corona-virus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 17:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yoga ai tempi del corona virus #restoacasa pratiche Una settimana di apparente silenzio vi separa dalle pratiche nelle sale di Centro Natura. Ma ora puntate la sveglia alle 17:00! Con la modalità che le caratterizza le insegnanti di Yoga di Centro Natura si sono confrontate senza farlo capire. Quasi sottovoce hanno confabulato parecchio tra loro: [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Yoga ai tempi del corona virus #restoacasa pratiche<br />
</strong></p>
<p>Una settimana di apparente silenzio vi separa dalle pratiche nelle sale di Centro Natura. Ma ora puntate la sveglia alle 17:00!<a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/01/yy-bianca.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-24156 alignright" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/01/yy-bianca-1024x1024.jpg" alt="" width="351" height="351" /></a></p>
<p>Con la modalità che le caratterizza le insegnanti di Yoga di Centro Natura si sono confrontate senza farlo capire. Quasi sottovoce hanno confabulato parecchio tra loro: cosa fare o non fare  in questi giorni?</p>
<p>Prima hanno pensato fosse il momento perché ciascuno si facesse l’<strong>esperienza del praticare in autonomia</strong>, secondo quanto acquisito durante le lezioni in classe e il proprio sentire. Hanno inviato dispensa con sequenze disegnate a mano. Poi con il passar dei giorni è prevalsa, in particolare per alcune di loro, la voglia di mantenere il contatto e di assicurare continuità, anche se a distanza.</p>
<h4>Come fare yoga ai tempi del corona virus ?</h4>
<p>Si sono poste la grande sfida di superare imbarazzo sia rispetto alla tecnologia che al praticare davanti ad una  videocamera. Voi che le conoscete potete ben immaginare come per molte tra loro sia stata una prova difficilissima. Ma ce l’hanno fatta. E lo hanno fatto per voi. Per mantenere il bel rapporto e la qualità di relazione che caratterizza il loro essere insegnanti di yoga.</p>
<p>Quindi <strong>a rotazione ogni giorno</strong>, dal lunedì al venerdì, una di loro proporrà una <strong>pratica diversa</strong> rivolta a tutti gli allievi di yoga del Centro Natura. Sarà stimolante vivere esperienze diverse guidate da insegnanti con caratteristiche, voci e modalità differenti. Ci saranno pratiche corporee, audio di rilassamento, video per bambini, pratiche live.  Sono video di fattura amatoriale e da loro autoprodotti, siamo certi che non saranno queste caratteristiche a prevalere sulla loro professionalità.</p>
<p>Il sabato e la domenica loro faranno una pausa, durante la quale suggeriscono di sperimentarsi in una pratica personale oppure ripescare da una di quelle proposte durante la settimana.</p>
<p>Ogni sessione durerà al massimo 30/40 minuti. I video verranno caricati sul canale <a href="https://www.youtube.com/channel/UCtxkN82vWA4imvA1ELIe_Vg" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Youtube</strong></span></a> e <a href="https://www.facebook.com/centronatura/?ref=bookmarks" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Facebook</strong></span></a> di Centro Natura.</p>
<p><strong>Appuntamento alle ore 17:00</strong>. Preparate i tappetini, spegnete i telefoni e prendetevi il vostro spazio: che la pratica abbia inizio.</p>
<p><em>Namaste.</em></p>
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		<title>Yoga e etica</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga-e-etica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 15:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Blog "Al Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[hatha yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Patanjali]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di yoga]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yoga e etica, in una nuova rubrica Il 2020 arricchisce il nostro blog di una nuova rubrica “Yoga”.  L’intento è di condividere contenuti e valori fuori dalle aule di pratica e renderli disponibili ai più. La generosità delle nostre insegnanti di Yoga non si è fermata agli incontri “Oltre la pratica”. Hanno accolto la richiesta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Yoga e etica, in una nuova rubrica</strong></p>
<p>Il <strong>2020</strong> arricchisce il nostro blog di una nuova rubrica “<strong>Yoga</strong>”.  L’intento è di condividere contenuti e valori fuori dalle aule di pratica e renderli disponibili ai più. La generosità delle nostre insegnanti di Yoga non si è fermata agli incontri “<a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/yoga/oltre-la-pratica/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Oltre la pratica</span></a>”. Hanno accolto la richiesta di produrre testi su vari temi e <em>Virginia Farina</em> ha assunto il ruolo di “penna” del gruppo.  I testi sono frutto di un lavoro di tutto il gruppo insegnanti della <strong>Scuola di Yoga Centro Natura</strong>, a Virginia il compito di raccogliere i temi, gli argomenti, le parole chiave e riordinarli.</p>
<p>Questo intervento è pensato per condurci a <strong>riflettere su temi e valori fondamentali nello Yoga</strong>, ma altrettanto importanti nella nostra vita quotidiana, dal privato al sociale, che possono dare un contributo a ciascuno, in qualunque contesto si viva e si operi, fuori dal tappetino di pratica.</p>
<p>E come vuole lo Yoga non vi anticipiamo nulla, ci arriveremo tappa dopo tappa, con cadenza mensile. Seguiteci e ogni primo sabato del mese vi verranno svelati.</p>
<h3>Yoga ed etica</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-24156" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2020/01/yy-bianca-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Sono tante le parole che facilmente associamo allo Yoga: benessere, calma, flessibilità, armonia, etc. Se però diciamo che lo Yoga ha anche a che fare con l&#8217;etica, l&#8217;associazione pare meno immediata. Eppure possiamo dire che <strong>l&#8217;etica è uno dei suoi fondamenti originari</strong>. E’ quel respiro che tiene insieme la nostra vita e l&#8217;esperienza che facciamo sul tappetino in una continua relazione di reciprocità.</p>
<p>Ma cosa intendiamo con etica? E in che modo lo Yoga può avervi a che fare?</p>
<p>Non bastano poche righe per esaurire domande così importanti, domande che sono preziose proprio perché rimanendo aperte rilanciano la nostra pratica, qualunque essa sia. <strong>Ritornare alla trasmissione più antica e originaria dello Yoga</strong>, quella degli Yoga Sutra di Patanjali ci aiuta a mettere in chiaro i termini della questione e a comprenderne l&#8217;essenzialità.</p>
<p><strong>Patanjali</strong> parla dello Yoga come di uno stato dell&#8217;essere e di un percorso che si compone di otto parti, una delle quali è Asana, l&#8217;insieme di posizioni o le posture che tutte e tutti conosciamo. Prima di Asana Patanjali introduce due elementi importantissimi: <strong>Yama e Niyama</strong>, ovvero quei fondamenti etici che regolano le nostre relazioni con gli altri e con noi stessi.</p>
<h3>Complementarietà e interazioni</h3>
<p>È interessante osservare come nel pensiero indiano ci sia una forte complementarietà tra quei principi che orientano <strong>le azioni verso il mondo</strong> (ovvero gli Yama, che ci parlano di valori come ahimsa, la non violenza, o satya, l’autenticità, solo per citarne alcuni) e quelli che parlano del <strong>nostro rapporto con noi stessi</strong> (detti Niyama, che comprendono, tra gli altri, sauca, la “pulizia”, o santosa, la contentezza).</p>
<p>Approfondiremo in più momenti le specificità di questi principi. Ora ci pare prezioso osservare la bellezza di questo percorso che sembra volerci invitare a un buon vivere, dove non ci sono fratture, divisioni, tra la cura che abbiamo di noi stessi e quella che possiamo portare intorno a noi. L’una genera l’altra, l’una nutre l’altra.</p>
<p><strong>L’etica che ne fiorisce</strong>, dunque, è un’etica che <strong>si fonda sul nostro corpo</strong>, sul suo movimento vitale, sul suo respiro, sulla gioia che nasce quando piano piano lo sentiamo liberarsi di quei piccoli e grandi condizionamenti dati dai nostri automatismi. È un’<strong>etica dell’esperienza</strong>, concreta, che ci permette di confrontarci con noi stessi e con il nostro funzionamento più profondo. Cosa accade quando tutto il nostro turbinio interiore si acquieta? Quando il nostro addome respira e abbiamo la sensazione non più soltanto di esistere, ma di essere pienamente vivi e presenti a ciò che accade? Che valore ha allora la vita? Che qualità hanno allora le nostre percezioni, le nostre relazioni?</p>
<p>Lo Yoga, pur dandoci dei principi, non ci dà risposte definitive. Ci offre una possibilità di esperienza che può diventare un grande potenziale di crescita, di fioritura, chiedendoci di metterci in gioco in un dialogo continuo tra ciò che è dentro e ciò che è intorno a noi.</p>
<p>Perché soltanto permettendo a noi stessi di cambiare potremmo creare le condizioni per generare quel cambiamento che, a volte, vorremmo portare nel mondo.</p>
<p><span style="color: #808080;"><em><span style="font-size: 8pt;">Yoga e etica &#8211; Virginia Farina per Scuola di yoga Centro Natura</span></em></span></p>
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		<title>Yoga, una storia infinita</title>
		<link>https://centronatura.it/benessere-naturale/gli-yoga-sutra-di-patanjali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pierimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 16:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Squarcini]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[oltre la pratica]]></category>
		<category><![CDATA[Patanjali]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di yoga]]></category>
		<category><![CDATA[storia dello yoga]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centronatura.it/benessere-naturale/?p=18710</guid>

					<description><![CDATA[<p>Su yoga, ascesi e fitness. Storia dello yoga dagli antichi sutta buddhisti allo yoga contemporaneo e alle app per gli Yogasutra A questo argomento verranno dedicati i nuovi seminari di studio, promossi dalla Scuola di Yoga centro natura, condotti dal Prof. Federico Squarcini, con il patrocinio del Master in Yoga Studies dell’Università Ca’ Foscari di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-18904 size-full" src="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2016/09/oltre-la-pratica_300x200.jpg" alt="oltre-la-pratica_300x200" width="300" height="200" /><strong>Su yoga, ascesi e fitness. Storia dello yoga dagli antichi sutta buddhisti allo yoga contemporaneo e alle app per gli Yogasutra</strong></p>
<p>A questo argomento verranno dedicati i nuovi <a href="https://centronatura.it/benessere-naturale/wp-content/uploads/2016/07/Oltre-la-pratica-2016_web.pdf" target="_blank" rel="noopener">seminari di studio</a>, promossi dalla Scuola di Yoga centro natura, condotti dal Prof. Federico Squarcini, con il patrocinio del Master in Yoga Studies dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.</p>
<p>E&#8217; necessaria la preiscrizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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